"L'arma di Dio, per Dante è l'Inferno / ma nell'armadio c'è un inferno d'ante". "Mio caro amico ti schivo / così mi ritraggo un po'". "Come sono elefante con questi pantaloni a zampa / tu non puoi sopportarli ma io so portarli / per metterseli bisogna permetterseli". E via discorrendo, un'apparente facezia via l'altra che quatte quatte ridefiniscono la categoria di contesto lirico nella canzone pop, smontando e rimontando le impalcature, reinventando le scenografie e le dinamiche dei rapporti verbali, tanto più in profondità quanto più sono solidificati in una placca inscalfibile di relazioni superficiali. Il progetto concettuale La situazione è un pop grammatica, che vede nel qui presente Se son spose feriranno - ennesima autoproduzione per Luisenzaltro - il terzo capitolo, si sceglie questo terreno di gioco e conduce la partita con la consueta gravità dadaista e balzana.
Dimostrando maggiore disinvoltura negli arrangiamenti i quali, pur nell'ottica stringente del DIY, allestiscono apprezzabili congetture synth wave con fregole da dancefloor acidificata funky: gli Ottanta di Depeche Mode e Visage proiettati sulla cortina fumogena IDM griffata Warp (L'occorrente, Ticket Restaurant), certe irrequietezze argute ed eteree Royksopp (33 sigarette, To Love Is To Lose), le convulsioni robotiche Hancock irretite da vampe Suicide (Neanche tanto lentamente), la verve malmostosa dei nostrani Subsonica col vibrione caricaturale Scissor Sisters (Sottosopra) o persino gli U2 della beffa cocainica altezza Pop (Lasciatemi un pop star). E ancora i sentori slacker vagamente beckiani di Lottomatica, i Tom Tom Club irretiti Skiantos di Mela cavo e le particelle Broadcast in Chi tace non si sente. Un gioco appunto che coglie l'attimo di equilibrio perfetto tra gravità e calembour nel funk wave indolenzito di Cosa cerchi nel grano? (l'ombra lunga dell'undicisettembre sullo sfondo), per poi subito dopo inciampare nel trabocchetto della retorica col filosofeggiare un po' a gratis di Quel che vedi fuori di te sta nella testa, a dimostrazione di quanto sia in realtà difficile da condurre.
Riallacciandosi a quanto già sostenuto per i lavori precedenti, il "pop potenziale" di Alessio Luise - anche poeta, scrittore e performer - sembra in possesso delle qualità sostanziali o per meglio dire posseduto dagli elementi necessari a farne un prodotto sia vendibile che perturbante. L'unico limite è una certa monotonia melodica, ma sull'argomento lo stesso Luise dissipa i dubbi sul nascere: "per una serie di cose poco serie le mie canzoni sono quasi tutte uguali / per una serie di cose poco serie può accadere che nulla resti uguale". Pare che nei primi mesi del 2012 sia in programma un nuovo lavoro, il primo a godere di una vera e propria produzione. Non lo nascondo: sono parecchio curioso di sentire la piega che prenderà.
(7.0/10)
Scheda: Luisenzaltro
Pubblicazione: 09 Dicembre 2011
File under: electro pop
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