Recensione
Almost Everything I Wish I’d Said The Last Time I Saw You Wakey! Wakey!
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indie pop Voti redazione e staff

Wakey! Wakey!

Almost Everything I Wish I’d Said The Last Time I Saw You

Michael Grubbs è un barista di New York con la passione per la musica. Un giorno gli viene proposto di interpretare nella serie tv One Tree Hill il ruolo che già lui stesso recita nella vita reale. Le canzoni di Grubbs conquistano immediatamente il pubblico, dalle fugaci apparizioni al primo album sotto la sigla Wakey! Wakey!, Almost Everything I Wish I’d Said The Last Time I Saw You, il passo è breve e necessario. Il risultato è un indie pop ben orchestrato che vorrebbe ricalcare i fasti delle superstar indie statunitensi, vedi sotto il file The Shins, in quanto a popolarità, o The Walkmen se vogliamo alzare l’asticella della qualità.

L’album si apre con l’entusiasta Almost Everything, copia confezionata, calco perfetto dei Death Cab For Cutie più ottimisti. I coretti penetranti (l’inno interrotto di The Oh Song) e l’imbarazzante piattezza compositiva di Twenty Two (“You said it was over but its started again”), passando per il ritornello facilotto di Square Peg Round Hole consentono alla prima manciata di pezzi di scivolare via, assorbiti in un vortice senza audacia, accondiscendente e ammiccante alle masse più telegeniche (O.c. & Gossip Girl generation). Le immancabili ballate strappacuori, Dance So Good e Car Crash, così scontate, fanno da preludio alla seconda parte dell’album, un susseguirsi senza soluzione di originalità, all’inseguimento del nulla (1876 – The Brooklyn Theater Fire), degli Spoon (la patinata Got It All Wrong), o di Beirut (l’esotica Feral Love). Rimane la coda avvolta nell’espressionismo di Brooklyn, piccolo lampo in un mare prevedibile di noia e scopiazzature.

(5.6/10)

Scheda: Wakey! Wakey!

Pubblicazione: 11 Novembre 2011

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Federico Pevere
Federico Pevere (Album 2011)

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