In un periodo di persistente interesse nei synth analogici dei 70s e relativi paladini (Kraftwerk, Vangelis), revival di immaginari fantascentifici e cibernetici, riscoperta delle origini techno, house (Model 500, Drexciya) e della coda lunga della cosmic disco, cosa impedisce a dei crucchi innamorati persi del krautrock di mostrare la testa dal finestrino?
A sentire Jens Strüver, in duo con Robert Ohm, la mossa viene piuttosto naturale. La coppia, dopo essersi conosciuta a un radioshow su Moondog, incarna i trend sotto J.R.Plankton sfornando un valido album di genere che interseca non solo l’ala progressista del suono ambient-tribalista di Borngräber & Strüver, - Urlaub, In G e non ultimo un Con-Struct con Conrad Schnitzler che dice molto più di tanti altri tag - ma anche tutta la schiera di nuovi appassionati del sintetizzatore in sbornia da Tron Legacy e Drive.
Nelle cinque tracce dell’esordio troviamo l’ovvia bladerunnerata, Ragen, ma anche un omaggio ai Kraftwerk (Musique Electronique) che sa distillare schegge Parliament (leggi funky e disco), un dialogo con Lindstrøm (Sundace) e un link alle droniche origini e ai loop tribali cari a Struver (Nakamura); quest’ultima una orgasmica circolarità electro minimale già gustata nell’ultimo Biosphere. Si fossero lasciati andare di più, i JR Plankton, avrebbero raccolto ben altri giudizi ma, si sa, certe parentesi quadre sono d’obbligo quando vieni dall’ortodossia krauta.
(6.7/10)
Scheda: J.R. Plankton
Pubblicazione: 12 Febbraio 2012
File under: Elettronica
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