Recensione
The Iron Soul Of Nothing Sunn O))), Nurse With Wound
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droning experimental Voti redazione e staff

Sunn O))), Nurse With Wound

The Iron Soul Of Nothing

Ideologic Organ

Di primo acchito si potrebbe pensare che universi più distanti tra il massimalismo (oltre)metal dei Sunn O))) e il minimalismo avant-concreto plagiar-dadaista di Nurse With Wound non possano esistere. A ben vedere però, molti sono i punti in contatto tra i progetti di Stephen O’ Malley e Steven Stapleton. Paganesimo, esoterismo, ritualità ma anche un approccio materico e psichico, carnale e insieme trascendente alla materia musica. Il “ribellismo” introspettivo, semi-autistico e al limite dell’autoreferenziale, poi. Quello del rifiuto delle regole e dell’altro nell’esposizione di una visione (non visuale, proprio visione) musicale che è artistica a tutto tondo, in grado di fondere e confondere l’artista e la sua rappresentazione con l’uomo e il suo vivere.

Tradotto in soldoni, le affinità elettive tra gli estremi producono un album che, partito come esperimento / vagheggiamento remixatorio sul materiale di ØØ Void da aggiungere come bonus alla ristampa japan, trascende il limite della (ri)costruzione per divenire mondo altro, alieno fatto di e da alieni. Le aspettative di mr. Sunn O))) erano quelle di vedere il proprio materiale originale trattato alla maniera di Soliloquy For Lilith, unico potenziale punto di contatto tra le oceaniche discografie dei due progetti. La realtà dei fatti ha però stupito lo stesso O’ Malley. E ad ascoltare la mortifera stasi chiesastica in immoto crescendo di Dysnystaxis (…A Chance Meeting With Sumnus), le increspature sinfonico-mefitiche da elegia post-mortem di Ra At Dawn Part One (Rapture, At Last), il (ehm) black-sludge-metal concreto e a 16bpm – complice il declamare post-sacerdote del male di Pete Stahl (Wool, Scream, Goatsnake) – di Ash On The Trees (The Sudden Ebb Of A Diatribe) o le sanguinose basse frequenze in sfaldamento di Ra At Dawn Part Two (Numbed By Her Light) si ha la sensazione che le parole e le definizioni siano sempre limitanti rispetto a ciò che si trova realmente nascosto tra le ottundenti pieghe di The Iron Soul Of Nothing.

Come suggeriscono le note, un terzo alle profondità droning dei Sunn O))), un terzo alla concrete weirdness dei NWW, un terzo alla sur-realtà. E il quarto terzo, aggiungiamo noi, alla infinità sapienza dei due progetti, veri sperimentatori e oscuri sacerdoti di un culto musicale che è pura arte.

(7.5/10)

Pubblicazione: 14 Gennaio 2012

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