Recensione
EP Frozen Farmer
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desert rock Voti redazione e staff

Frozen Farmer

EP

Ghost Records

Il Midwest. I Midwest. Questo è l’arkè. Da una parte un luogo sperduto, che a noi, punta azzurrognola dell’Europa, ci suona un po’ di Eden, un po’ di capolinea, dall’altra una band, che coltivava quel sogno e s’è sciolta un po’ di tempo fa. Oggi si fa di nuovo viva (o almeno parte di essa), sotto un nuovo nome e con una nuova etichetta. I Frozen Farmer congelano l’esperienza dei Midwest e reinvestono su un genere simile, attualizzando e vivificando il loro stile.

Si tratta di autostrade infinite di suoni del west, di un americanissimo alt country, velato di nostalgia e rimorsi. Varese può, per questo, essere una madre severa: può portare in grembo il giusto peso delle storie crudeli di Highways, il recesso, il rifiuto del dolore di Pain or Sorrow. Una malinconia che viene naturale in luoghi (come il West, come Varese) in cui il tempo pare fermarsi su un pensiero fisso e gli accordi stropicciati di chitarra sembrano essere l’unica purificazione. Così, come un ragazzo che s’intestardisce su Bringing It All Back Home di Dylan o su Magic & Medicine dei Coral, i Frozen Farmer collezionano un gradevole quanto semplice Ep, che, pur non rinnovando il corredo, non stecca la prima.

(6.8/10)

Scheda: Frozen Farmer

Pubblicazione: 30 Novembre 2011

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