A farla breve, basterebbe ricordare dei fratelli dell’Alabama Ira e Charlie Louvin, il ruolo di pionieri del country, iniziato con le registrazioni Decca dei primi anni Quaranta. Materiale che dell’educazione religiosa del duo non facevano mistero, facendo riflettere a posteriori sul periodo trascorso presso la Capitol dal ’52, che tra una concessione mondana e l’altra, procacciava l’entrata nel Grand Ole Opry tre anni dopo. Con ragione, visto che il duo era tra i migliori nell’ambito di un suono di Nashville meno disposto a contaminazioni rispetto alla sponda Sun di Johnny Cash e tuttavia lungi dal divenire stereotipo.
Sotto l’apparenza di bravi ragazzi tutti casolare e chiesa, covavano tuttavia le ceneri dell’alcolismo di Ira, del suo carattere iroso e di un matrimonio a rotoli. Ne aveva abbastanza Charlie, che nel ’63 se ne andava sbattendo la porta. Tempo ventiquattro mesi e Ira periva in un incidente d’auto, ironia della sorte non per colpa sua. Charlie restava solo a mantenere la memoria finché non passava a miglior vita ai primi del 2011, così che è più che mai sul “sul pezzo” Light In The Attic con questa ristampa all’insegna dell’usuale ammirabile cura, a partire dai remaster degli originali nastri monofonici, dalla confezione splendida e finendo con le note scritte da Jessica Hundley, biografa di quel Gram Parsons che con costoro era cresciuto e - spalleggiato da Chris Hillman - suggerì ai Byrds di misurarsi con The Christian Life.
Uscita consigliata vivamente a tutti, scettici e neofiti in testa, poiché: 1) di Satan Is Real si butterebbe via solo l’involontariamente comica copertina, respirando - tra riprese della Carter Family e originali di rango - l’aria delle session nashvilliane datate 1959 e il profumo di storia tuttora vivo; e 2), il compagno Handpicked Songs 1955-1962 funziona benissimo come introduzione sui generis, siccome la dozzina abbondante di brani che raccoglie sono stati scelti e commentati dai fan Will Oldham, Kris Kristofferson, M. Ward, Mark Lanegan, Lucinda Williams e via dicendo. Scorri l’elenco e, a un certo punto, Dolly Parton e Emmylou Harris si affiancano a Devendra Banhart, ai Black Angels, a Beck. Ha senso, eccome se lo ha.
(7.5/10)
Scheda: Louvin Brothers
Pubblicazione: 11 Dicembre 2011
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