Affrontare Marcel Dettmann oggi significa poter discernere tra il suo profilo di dj-faro del panorama techno europeo e quello di producer alla ricerca di nuove formule, nella consapevolezza che lui è sia il motore delle notti berlinesi all'Ostgut Ton/Berghain dal 1999 (oltre che presenza fissa dei festival dance più importanti, compreso l'ultimo Club To Club), sia l'autore dell'album Dettmann che l'anno scorso ha definito i contorni più duri e autoritari della Berlin techno odierna. Il momento adesso sembra propenso a spostarsi verso la fase più intellettuale e le conferme arrivano nella nuova compilation Conducted, così attenta a pescare tra i frutti del producing di ieri e di oggi invece che limitarsi a rappresentare senza rischi le spinte clubbing.
Non c'è praticamente traccia dunque della tech-house tutta muscoli presentata nelle sue uscite brevi, nessuna Kernel o Translation, il focus è sull'efficacia d'ascolto e i luoghi sono quelli deep che quest'anno hanno già deliziato i palati su album grazie ad Art Department e Gui Boratto: un Morphosis disperato (Too Far), la Detroit intelligente di Cheeba Starks (GoGo Bop), Signal in un raptus di hyper-bass (Wismut), ma anche legittime deviazioni come la bleep'n'bass '90 dei Reel By Real (Sundog), un classico Mono Junk rivisitato minimal primi '00 (Channel B) e il recente assetto prog di Silent Servant (El Mar). Eppure la pista è ben presente, irreprensibile tra gli scambi vocal degli italianissimi Analogue Cops (Why You Love Me) o turgida sui 4/4 di Vril (V3), comunque sempre circondata degli odori urbani della metropoli con la più netta identità sonora in assoluto.
C'è spazio ovviamente per i suoi noti favori artistici: Redshape su piega cosmic (The Lesson), un doppio Shed in particolare vena idm (Hello Bleep!, 44A) e la locomotiva Ben Clock che sfreccia sugli O/V/R di Post/Traumatic Son. Ma le conferme più importanti sono due: 1) la deep è sempre più la via definitiva per portare la dance e il suo riserbo fuori dal club, alla luce del giorno; 2) Dettmann è sempre più a suo agio come manovratore nascosto (e neanche tanto) del processo estetico techno, oltre che del suo pubblico. E Conducted è l'ennesimo viaggio di piacere guidato dal più profondo conoscitore della mappa dei luoghi. Suo dovere, né più né meno.
(7.2/10)
Scheda: Marcel Dettmann
Pubblicazione: 01 Dicembre 2011
File under: Deep
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