Recensione
The Visible Spectrum Cyber Society
Cover image
electro avant Voti redazione e staff

Cyber Society

The Visible Spectrum

Tannen

Bookmark and Share Gallery

La cosa che salta immediatamente all’orecchio di questo disco è una sensazione di calore, nonostante ci si trovi nel bel mezzo delle algide vallate della manipolazione elettronica. E non è tanto una questione timbrica – anche se l’immaginario descritto brilla di una luce essenzialmente analogica – quanto più per un’idea compositiva di fondo, la persistenza di un gesto umano e vitale. Intestatari del progetto Cyber Society sono due personalità che alla componente creativa uniscono la ricerca “scientifica” del suono: Francesco unix Beltramini, artista e sound designer, e Tiziano Zattera, pianista e compositore. All’interno di uno spazio oscuro e meditativo (ma fortunatamente scevro di stucchevoli contingenze ebm), nasce e si sviluppa un organismo che merita di essere osservato nella sua interezza.

Oscure e incalzanti pulsazioni (l’apertura di Another World) si alternano a evocative distensioni ambientali screziate di breakbeat, capaci di deflagrare in percussioni riverberate, rumorii e rapide pennellate orchestrali, come a ridipingere città della perdizione di ulveriana memoria (Free Tibet). Il tutto non manca poi di compenetrarsi in episodi di ampio respiro, vere e proprie suite progressivo-futuristiche (Sinfonia, appunto), o in atmosfere jazzy, tra Amon Tobin e Moon Wiring Club (Trismegisto). Cigolii, clangori e uno studio accurato sulla stratificazione e la connotazione dei suoni sintetizzati, completano un lavoro evocativo e limpido, a suo agio tanto nei dance floor euro-colti, quanto nella sonorizzazione di ambienti: non proprio aeroporti, magari, ma stanze vuote della percezione dove poter collocare The Visible Spectrum al pari di un prezioso ed elegante oggetto di design.

(7.0/10)

Pubblicazione: 24 Novembre 2011

File under: electro avant

| Archivio
Antonio Laudazi
Antonio Laudazi (Album 2011)

Rss
copertina pdf #91