Recensione
Self Titled Replace The Battery
Cover image
post rock-psichedelia Voti redazione e staff

Replace The Battery

Self Titled

In The Bottle

Quando ai blocchi di partenza si presenta Run, il primo dei quattro brani che compongono la tracklist dell'esordio discografico dei Replace The Battery, ci si ritrova inspiegabilmente avvinghiati al mondo dei My Bloody Valentine. Un richiamo condizionato degno del miglior topolino da laboratorio e figlio di libere associazioni, dal momento che chi suona non fa nulla o quasi - volutamente - per assomigliare alla band irlandese. Tuttavia č di questo che si parla in sottofondo, tra muri di chitarre espansive che saturano le melodie, approcci ai tamburi lenti e ripetitivi, narcosi diffuse suggerite dai movimenti circolari degli accordi, parti vocali in lievitazione.

Se le analogie di cui si diceva non paiono improbabili, decisamente piů marcati sembrano gli elementi peculiari della formula, in un gioco di citazioni che in qualche occasione allude e in altre dichiara apertamente. Come nel caso del post-rock di Your Tears, dei drop out strumentali vorticosi di Glass, dei buffetti pop piuttosto orecchiabili di Black Rain.

Venti minuti di “modernariato d'annata” variopinti e inusuali insomma, che pur mettendo a fuoco con una certa cura l'immagine da fotografare - grazie anche al ricorso a continue stratificazioni strumentali -, non sempre garantiscono uno scatto pulito e senza incertezze.

(6.3/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2007

File under: post rock-psichedelia

| Archivio
Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2006)

Rss
copertina pdf #91