Recensione
Elemental Disgrace Hive Mind
Cover image
drone Voti redazione e staff

Hive Mind

Elemental Disgrace

Spectrum Spools

Bastano titolo e copertina per descrivere l’esordio di Greg Holger aka Hive Mind su Spectrum Spools, dopo una messe sterminata di releases. Una rovina devastante, elementare nelle sue evoluzioni stratificate e riferibile solo agli elementi della natura. Come le aspre rocce piene di vita/non vita ritratte nella cover, Elemental Disgrace rimbomba di un suono tanto minaccioso quanto naturale.

Se ad altre latitudini del neo-noise ci si indirizza spesso verso la natura, verso i suoi frattali e i suoi anfratti più iridescenti, qui se ne offe il lato oscuro, nascosto e distruttivo. Il senso di minaccia del drone sottocutaneo che guida il lato a del vinile, Elemental Disgrace I, coi suoi ribollii di magma nero pece, il suo montare funesto, l’abisso senza fondo del finale, trova la sua controparte ancor più devastante nella gemella Elemental Disgrace II, del lato opposto. Sibili e vuoto cosmico, sbuffi e micro-eruzioni materiche, flusso crescente di drones senza fine, miasmi che emergono come stalagmiti putrescenti dallo sprofondo materico in un continuum senza soluzione che è una perfetta sonorizzazione site-specific. Soltanto che ad essere “sonorizzati” sono le viscere incandescenti del Krakatoa al momento dell’esplosione, le oscure profondità della Fossa delle Marianne o del Sòtano de Las Golondrinas, il tonante rombo di un terremoto devastante. Come a dire, il suono prima della nascita del mondo. Ostico ma soddisfacente.

(6.8/10)

Scheda: Hive Mind

Pubblicazione: 24 Novembre 2011

File under: drone

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2011)

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