Recensione
Hello Sadness Los Campesinos!
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canadian indie pop Voti redazione e staff

Los Campesinos!

Hello Sadness

Wichita Recordings

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Non c’è che dire, Hello Sadness è un disco inappuntabile. Formalmente ed esteticamente perfetto nel rientrare in un preciso canone, che poi è la maniera espressiva dell’indie-pop - o meglio, di certo indie-pop - dagli ultimi dieci anni a questa parte. Già quando uscì l’esordio di questi giovinastri di Cardiff (Hold On Now, Youngster, 2008) il nome del gioco era talmente evidente che prima ancora di ascoltare, bastava vedere la label – Arts & Crafts, in Europa Wichita -  per capire di trovarsi di fronte a una versione gallese dei Broken Social Scene. Semplicistico, direte voi. Eppure è proprio così, come hanno poi confermato le due uscite successive e adesso anche queste nuove canzoni, registrate con il veterano John Goodmanson (Bikini Kill, Wu Tang Clan, Sleater-Kinney). Provate pure la title track e Songs About Your Girlfriend: chitarre anni ’90 e grandeur tutta canadese. Orfani di Brendan Canning e Kevin Drew (da poco entrati in pausa indefinita), gioite pure.

Los Campesinos! oggi sono la prova vivente che il decennio altrimenti noto come Noughties non è passato indenne: satellitare e rizomatico, certo, ma colmo di tendenze e capiscuola che adesso sono, dicevamo sopra, maniera. Quindi non stupisca se, a un ascolto più attento, emerge che alle cadenze iperaccelerate degli esordi ha fatto posto un lirismo folk-wave tutto Win Butler, magari filtrato attraverso la sua analoga scoperta del folk di matrice springsteeniana, con la sola di sostituire il Boss con Billy Bragg giusto per vicinanza geografica (Hate For The Island). “Cresceranno” è l’auspicio con cui tre anni fa chiudevamo la recensione del debutto: in effetti Gareth e gli altri sei Campesinos sono cresciuti, e sono diventati gli Arcade Fire. Non c’è che dire, il percorso di evoluzione è del tutto coerente, nel guardare al Canada come stella polare assoluta.

E la personalità? Ci sarebbe, e occorre scavare nei testi … ma è difficile che emerga da sé, in un set così preordinato. Per cui sì, tutto a posto, tutto bello, tutto più o meno confermato. Guardate pure a questo disco se volete quella cosa. Ma aspettarsi altro, aspettarsi di meglio, non è il caso.

(6.7/10)

Scheda: Los Campesinos!

Pubblicazione: 12 Novembre 2011

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Antonio Puglia
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