Recensione
Dead Legs & Alibis Dark Captain
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alt - folk Voti redazione e staff

Dark Captain

Dead Legs & Alibis

LoAF

Ritornano a tre anni di distanza dal delizioso Miracle Kicker i Dark Captain, band alt folk londinese, capace di ridefinire con pochi tratti una scena neo folk appena dipinta in terra d’Albione, seppur sulla scia dei pesi massimi statunitensi Fleet Foxes e Midlake. Il risultato? Una mezza delusione.

Il sabbioso Dead Legs & Alibis li ritrae prima affaticati nel rincorrere i My Bloody Valentine più disossati (3 Years To Go), e poi i Sophia più accelerati (Submarines), irrimediabilmente senza la divinità di Sheppard a impreziosire il tutto. L’immobilità eterea di Long Distance Driver non viene risollevata dai fiati calexiani della successiva 80000 Reasons. Right Way Round ricalca le gesta stilistiche degli Stone Roses riducendo tutto all’osso, nascondendo l’anima all’ascoltatore. Il tutto ristagna in una ripetitività senza via d’uscita, così ostentata dal rendere quasi necessaria un’etichettatura dell’intero lavoro sotto la voce noia, nuda e pura. E seppur si volesse elevare la frase di cui sopra a pregio, a nota di merito, come se le critiche supposte rivelassero in realtà una precisa ragion d’essere musica - ottusa e fedele a se stessa certo, ma perlomeno minuziosa nella sua componente critica - ci si ritrova a rilegare l’intera opera ad analisi filologica, letterale e inconsapevole della componente ripetitiva poi rimodellata a noia, in bilico tra un passato non ancora metabolizzato e un futuro invisibile, senza fame.

Non c’è esistenza, vita, nell’immobilità compositiva dei Dark Captain, e come la noia moraviana, il tutto scivola via, lasciando nell’aria un retrogusto alt-country piacevole e un attimo dopo dimenticabile, nient’altro.

(6.1/10)

Scheda: Dark Captain

Pubblicazione: 19 Novembre 2011

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Federico Pevere
Federico Pevere (Album 2011)

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