Recensione spot
Mitomania Dani Male
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musicasbagliata Voti redazione e staff

Dani Male

Mitomania

Musica Sbagliata

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La sua robaccia solista non è ascoltabile, siamo all'autismo di Daniel Johnston in versione manicomio criminale. La cosa peggiore è che c'è pure chi lo fa suonare in pubblico (utente sul forum di Ondarock) (da facebook.com/danjihgfedcba).

Non c'è migliore presentazione di questa per Dani Male, the one man bed, l'uomomaterasso, cantante/musicista impegnato nell’Asociale, 26 anni da Modena. Il ritratto indiziario si completa alla grande con altre tracce sparse per il web: le acide prese per il culo dell'indie italiano (Luci della centrale elettrica e Manuel Agnelli), le versioni residentsiane di Scende la pioggia di Morandi e del Christmas Carol dei Chipmunks, lo stupro ai danni dei Beatles e le rendition al contrario rispettosissime dei Velvet Underground (Heroin e Sister Ray). Dani lo avevamo già incrociato su SA, per un tributo ai Joy Division prima e poi per il primo album, Trauma Turgido (2010). Mitomania, fino all'ultimo programmato su Snowdonia (dove pure è in cantiere il concept dei Maisie su mitomani e rockstar), inaugura l'etichetta personale Musica Sbagliata e riprende, con maggiore equilibrio (ovviamente sempre storto), il discorso dell'esordio.

Quella di Dani è una musica che si prende amaramente per il culo, tra raccherroll (coordinate bluesy e folkie), demenza skiantosiana e lirismo surreal-depresso: ecco, Mitomania è un disco depresso che si sforza di (far) sorridere, un disco dal candore quasi adolescenziale. Un po' Bugo, un po' Alessandro Fiori, un po' Morgan (proprio per la pasta timbrica della voce), Dani sorprende con un album dalle trame musicali molto morbide (sfiorando più volte la delicatezza, come in La canzone di Tenco), stilizzate, quasi-classiche (nel senso del classic rock e del pop italiano con la P maiuscola degli anni Settanta), giocando con la banalità delle rime e delle parole, rinchiuso - al di là delle invettive socio-musicali - in un ambiente domestico che sembra l'unico orizzonte d'azione possibile, orizzonte opprimente, dimensione ad un tempo iperrealistica e onirica.

Non c'è un pezzo da buttare, dagli Skiantos/Wolfango dell'incipitaria title track, fino al mantra trip-hop di Amnios, ma a noi sono piaciute particolarmente le agrodolci Congelatore, Malevita (qualcosa come dei Doors in salsa lounge/country-western, altezza Love Streets) e Novità. Per chi ama il disagio e la poesia semplice e imperfetta, da mettere accanto - ovviamente, con tutte le differenze del caso - alle meglio cose indie italiane (Dani non t'incazzare!) degli ultimi anni, tra Snowdonia, Trovarobato e dintorni.

(7.5/10)

Scheda: Dani Male

Pubblicazione: 11 Novembre 2011

File under: musicasbagliata

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2011)

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