Recensione spot
Behind The Magnolia Curtain Tav Falco
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Tav Falco

Behind The Magnolia Curtain

Stag-O-Lee

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Se esiste un fratello maggiore - o, perché no, un padre - di bei figuri come Mick Collins, Dan Sartain e Billy Childish, questi è senza dubbio Gus(Tav)o Falco, siculo dell’Arkansas che rappresenta un tassello prezioso nel recupero sul serio creativo delle benedette “radici”. Che nel suo caso significò trent’anni or sono - in piena new wave! - convertire la passione per gli anni ‘50 in una trasfigurazione surrealista che degli originali manteneva lo spirito avventuroso. Lontano dal maledettismo dei Gun Club e (un po’ meno) dal piglio selvatico dei Cramps, Falco bevve dalla fonte a Memphis accanto ad Alex Chilton e Jim Dickinson, facendo da subito breccia nel cuore della critica e di un manipolo di appassionati con un esordio prezioso come un diamante grezzo e commovente nel suo falso calligrafismo.

Nel senso che già in Behind The Magnolia Curtain (e nell’e.p. Blow Your Top che questa splendida edizione include) l’uomo si poneva da esperto custode della tradizione nel mentre lasciava intuire che avrebbe presto ricavato uno stile dalla cognizione filologica ma non scolastica della materia prima, indagata nelle più recondite pieghe fregandosene della buona educazione. Perché questo significano il classico Brazil che sembrerebbe sfasciarsi da un momento all’altro, le convulsioni primitive di Snake Drive e una devastante Bourgeois Blues che catapulta Leadbelly tra i solchi di White Light/White Heat: prendere per il collo la storia e appropriarsene, sapendo di essere tra gli ultimi a potersi permettere un simile lusso. Ristampa imperdibile e, alla luce di odierni mutanti come Bosco Del Rey, attualissima.

(7.6/10)

Scheda: Tav Falco

Pubblicazione: 31 Ottobre 2011

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Giancarlo Turra (Ristampe, Compile, Live 2011)

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