Recensione
Picnic nello spazio Dyno
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Elettronica Voti redazione e staff

Dyno

Picnic nello spazio

Hell Yeah

Non giudicare un libro dalla copertina. Ovvero quante volte ci capita d'ascoltare dischi che si rivelano completamente diversi da come ce li si aspettava? È lo strano caso di Picnic nello spazio, un disco che ti prende alle spalle e ti spinge oltre l'orbita terrestre nelle profondità remote dello spazio.

Nel mangiadischi solo il meglio dell'elettronica dell'ultimo ventennio: ambient oscure fatte di glitch circolari (Oceanica), tempeste elettromagnetiche tutto rumore bianco e frequenze ai limiti della soglia dell'udibile firmate Ryoji Ikeda (Giochi di basse), esplosioni annunciate da echi di techno in espansione fino al punto di collasso (Pensando), sentori Spacemen 3, glitch anfetaminica e Supersilent (Pantano 1995), spazio infiniti (Bolts dreaming), i Pan Sonic che crashano con gli Aufgehoben (Stanza del rumore due).

Picnic nello spazio è un disco incredibilmente avvolgente e misterioso, senza cali d'intensità e ottimamente prodotto da Dyno stesso. Via dalle fabbriche, dalle strade, dalle città. Space is the place.

(7.4/10)

Scheda: Dyno

Pubblicazione: 18 Novembre 2011

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Francesco Asti
Francesco Asti (Album 2011)

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