Recensione
Grand Forks Tom Brosseau
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folk Voti redazione e staff

Tom Brosseau

Grand Forks

Loveless

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Nel quinto album della sua breve carriera Tom Brosseau si affida alla tradizione, convertendo il folk infinitesimale e le carezze acustiche dell'ottimo Empty Houses Are Lonely – forse il disco della svolta, almeno in termini di riscontri commerciali – in un garbato omaggio alla tradizione americana tutto lap steel, batteria spazzolata e pianoforte. Trentacinque minuti scarsi di musica che scendono elegantemente a compromessi con le geometrie mid e slow tempo del country, i toni appena sussurrati della poetica del musicista americano e un approccio minimale negli arrangiamenti.
Cosa cambia rispetto al passato? Nulla o quasi, se si eccettuano alcune parentesi strumentali leggermente più elaborate, ma l'odore di stantio ancora non si sente. Sarà forse per l'abilità che dimostra l'autore nel mescolare le carte, nell'indovinare progressioni armoniche che suonano originali o magari nella capacità di dare ai brani l'aspetto rassicurante di un vecchio dalla lunga barba che fuma la pipa su una sedia a dondolo: nello scovare  la quint'essenza del blues rurale insomma, con le dodici battute della chitarra acustica a fare da contorno.
Fork In The Road e e Dark And Shiny Guy sono valzer crepuscolari, Blue Part Of The Windshield si perde piacevolmente in bending disidratati e sfumature liriche eleganti, Down On Skidrow  spaccia malinconie sottilidi contrabbasso-chitarra, il tutto senza mai una caduta di tono. Un'eleganza formale e sostanziale scalfita soltanto – ma il giudizio rimane comunque estremamente soggettivo – da un uniformità di linguaggio che alla lunga potrebbe far storcere il naso agli estimatori dell'ultim'ora.

Sottigliezze che comunque non minano la qualità “superiore” dei brani di Grand Forks.

(7.0/10)

Scheda: Tom Brosseau

Pubblicazione: 01 Febbraio 2007

File under: folk

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