Che aspettarsi dall’ennesima uscita della blasonata serie di compilation-mixate-da-vip? I newyorkesi hanno già detto tanto in due album sulle loro influenze, ma qui riescono a combinare un pout-pourri di droghe e fumi wave insolito.
Speziata al punto giusto la scaletta: sia con pezzi meditativi (Morning Splendor di Pauline Anna Strom), che con chitarre e tonellate di shoegazing à la 4AD (Can’t See Through It dei Disco Inferno, Pink Frost dei Chills miglior pezzo in assoluto), ricordi underground-culto di classe (sempre da pelle d’oca Cheree dei Suicide, Ocean dei Velvet Underground e Lord Can You Hear Me? degli Spacemen 3), la loro cover in acustico senza sbavature dei Bauhaus (All We ever Wanted Was Everything) e una buona spalmata di pop.
Facile combinare in un’ora le canzoni più cool che conosci? Non tanto. I MGMT stupiscono con un compitino per casa che sembra innocuo, ma che può mandare in crisi anche i migliori musicisti. Inaspettatamente una volta lanciato, il disco non si ferma mai. Una delle migliori selecta dell’anno che prescinde da ingombranti e inutili definizioni. Perfetta per chiunque voglia rilassarsi e magari vivere un sano ricordo post-punk. Da avere.
(7.5/10)
Scheda: MGMT
Pubblicazione: 19 Ottobre 2011
File under: wave
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