MonoMono furono la creatura che polistrumentista nigeriano Joni Haastrup tenne in vista nel lustro ’71-’76 con il bassista Baba Ken Okulolo, l’altra sei corde di Jimmy Adams e i percussionisti Candido Obajimi e Friday Jumbo. Devoto di Jimi Hendrix al punto da modificare il propri nome di battesimo dall’iniziale Johnny, il ragazzo si faceva le ossa con il fratello Segun nelle band scolastiche di Ilesa, venendo reclutato da Victor Olaiya nei Cool Cats (gli stessi in cui un certo Fela Ransome-Kuti crebbe nei tardi ‘50) nell’AD 1965, allorché rock & roll e soul si infiltravano tra le maglie dello highlife. Nomi di cui già abbiamo parlato e idem per la metamorfosi dei Cool Cats in All Stars Soul International, guidati da costui diciotto mesi bastanti – assieme alla partecipazione all’ottimo Super Afro Soul di Orlando Julius – per consacrarlo una stella nazionale.
Transitava poi in numerose altre band finché nel 1970 Ginger Baker non era folgorato da una sua esibizione e lo portava a Londra negli Air Force, dai quali si distaccava poco dopo per dar vita ai MonoMono, facendo tesoro delle esperienze accumulate. Mescolando panafricanismo e funk, gettando ponti tra Continente Nero e rock acidulo scolpito nell’ebano, impastando di latinità e jazz organi sfrigolanti e viluppi ritmici. Give The Beggar A Chance racconta tale felice contaminazione ovunque, e più che altrove nella sensazionale title-track da Stevie Wonder nigeriano, in un’intensa Ema Kowa Lasa Ile Wa, nella dolente innodia The World Might Fall Over.
The Dawn Of Awareness – per il quale si smuoverà la Capitol: le sue ritrosie a promuovere la band ne sanciranno però lo scioglimento – punta invece più sul groove, fondendo con gusto blues e tradizione Yoruba con profonda spiritualità senza disdegnare addirittura echi di Santana e southern rock. Dopo il rompete le righe, Haastrup andrà in California a lavorare da apprezzato session man ed è attualmente ancora attivo a Oakland. Disse una volta di voler solo “suonare la mia musica e far sorridere, senza limitarmi a ciò che le persone pensano dovrei essere." C’è riuscito, e queste due ruvide gemme ne sono la prova.
(7.3/10)
Scheda: Monomono
Pubblicazione: 06 Ottobre 2011
File under: afro-rock
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