Recensione
Nonagonic Now Orchestra Of Spheres
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tribal-madness Voti redazione e staff

Orchestra Of Spheres

Nonagonic Now

Fire Records

Ogni tanto ne spunta fuori qualcuno nell’universo weird. E il bello è che ogni volta bisogna spostare più in là i labili confini della stramberia in musica. Questi Orchestra Of Spheres sono neozelandesi e sono la punta di diamante di una sotterranea scena in quel di Wellington – provincia che più provincia non si può – facente capo alla Frederick Street Sound and Light Exploration Society. Di questa sorta di comune di spostati fuori di testa in fissa con improbabili vestiti dai colori sgargianti, musiche totalmente free (tutto o quasi nasce da infinite jam collettive) e attitudine demistificatoria e ricombinatoria (anche per quel che riguarda i 4 membri del progetto), gli Orchestra Of Spheres sono quelli col tiro più a fuoco e il giusto appeal.

Caribou, non a caso, li ha fortemente voluti all’ATP di quest’anno dopo averli visti dal vivo e questo primo lascito ufficiale overseas - in realtà reissue di un lavoro autoprodotto edito tramite la comune di cui sopra - rende pienamente giustizia a una reputazione di selvaggi animali da palco o da house party costruitasi nel tempo.

Nonagonic Now, ascoltabile sul loro bandcamp, porta in dote 45 minuti di groove alieno, poliritmie africane, voodoo marcio, funk bianco deformato e dall’attitudine spacey, elettroniche d’accatto, percussività incessante ed eclettica, gamelan indonesiani, tradizionali del Borneo e tutto ciò che vi può venire in mente - frullato insieme - dai 23 Skidoo ai Rapture lo ritroverete miscelato in varie dosi nei 10 pezzi dell’album, con in più una capacità teatrale non indifferente. Dopotutto da quattro schizzati che si chiamano Mos Iocoss, Baba Rossa, Jemi Hemi Mandala e E = MC303 e che suonano, tra le altre cose, theremin, gamelan, biscuit tin guitar, electric bass carillion, sexmouse marimba (?!), il minimo che ci si può aspettare è un sabba di “ancient future funk” gioioso, giocoso, nonsense e spastico. Terribilmente accattivante, mosso com’è alla ricerca della “spontaneous symmetry in sound”.

(7.3/10)

Pubblicazione: 05 Novembre 2011

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Stefano Pifferi (Album 2011)

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