Recensione
Winter Garden Eraldo Bernocchi, Robin Guthrie, Harold Budd
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ambient Voti redazione e staff

Eraldo Bernocchi, Robin Guthrie, Harold Budd

Winter Garden

RareNoise

La formula è ben assodata: Harold Budd, classe ‘36, pianista e assodata figura di riferimento della musica ambient sperimentale, e Robin Guthrie (responsabile con i Cocteau Twins dell’inserimento del trascendentale negli Eighties) collaborano ormai dagli anni Ottanta, e tracciano ormai da tre album un percorso che è possibile riconoscere in maniera lampante in Winter Garden. Del resto Budd aveva già collaborato con Eraldo Bernocchi (ricordiamo Fragments from the Inside, su Sub Rosa, del 2005) e il suo inserimento accanto al duo non scompone l’equilibrio.

L’esito di Winter Garden è in qualche modo scontato, ma non per questo dimenticabile. Bernocchi si fa sentire nell’intarsio elettronico-produttivo, sempre disposto a lasciare il ruolo di primo piano al piano di Harold Budd, così come alla sua tecnica del riverbero che diventa dilatazione al tempo stesso magniloquente e intima (Entangled). I grandi paesaggi – nel tempo, meno nello spazio - sono il tema del disco, sviluppati certo anche con gli effetti della seicorde di Guthrie (White Ceramic) e con le immancabili tastiere di (Harmony And The Play Of Light).

Si potrebbe fare il gioco ambientale di Brian Eno e immaginarsi il giardino toscano d’inverno dove i tre hanno registrato il disco, prima di produrlo nel sud della Francia. Il posizionamento metaforico è fondamentale per la musica ambientale. Winter Garden è perfetto per questa stagione, per le freddissime e limpide mattine invernali, con una luce che dura poco e crea nostalgia. L’album è accessibile e di una grana trasparente, che quasi scompare, senza mai appianarsi all’easy listening della muzak, da cui l’ambient, in maniera intellettualmente molto raffinata, proviene. Dai tre campioni potevamo forse aspettarci uno scarto d’immaginario più spiccato. Il trio produce un disco da manuale che tocca le corde del suo spazio di ascolto, ma non spicca all’interno delle decine di album che Bernocchi, Budd e Guthrie raccolgono come produzioni personali. Eppure l’effetto è sempre di grande qualità.

(6.7/10)

Pubblicazione: 05 Dicembre 2011

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