Recensione
Compromises & Carnivals Planet Brain
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rock Voti redazione e staff

Planet Brain

Compromises & Carnivals

Function Records

Con solo due autoproduzioni alle spalle i Planet Brain mollano l'Italia per approdare in terra di Albione alla corte della Function Records. Una possibilità, quella di uscire per una label d'oltremanica concessa a pochi e che da sola dovrebbe bastare a far per lo meno sospettare che in questo caso, i numeri, ci siano davvero tutti.

Supposizione confermata dai dieci movimenti di Compromises & Carnivals, che a volerli sintetizzare a grandi linee senza temere scomuniche per aver bestemmiato, li si potrebbe avvicinare al pop lirico e sferzante di artisti del calibro di Radiohead – quelli di The Bends - e Muse: musica dagli arrangiamenti corposi e dalle grandi aspirazioni insomma, combattuta tra crescendo e batterie arrembanti, impennate vocali e falsetti, intense cavalcate soniche e malinconie. Marcello Batelli,Nicola Zangrando e Claudio Larese Casanova non fanno nulla per nascondere le origini nobili del suono, appropriandosi anzi dei canoni estetici di riferimento senza timori reverenziali e dimostrando una buona originalità di scrittura. Quella che emerge dal temporeggiare  venato di aromi d'oriente di Walkie-Talkie, dai vibranti slanci vocali di Gash Discipline o magari da Question:, così vicina a certe cose del Thom York pensiero di fine millennio (pensiamo a Kid A e in particolare a Everything In Its Right Place). Un impeto melodrammatico che nonostante le febbrili progressioni alla base del suono, trova il tempo di stemperare la tensione in percorsi musicali più defilati (Prince Astronaut) senza per questo rinunciare al trasporto.

(7.1/10)

Scheda: Planet Brain

Pubblicazione: 01 Luglio 2007

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2007)

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