Recensione
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Genere

rock pop

Data di uscita

Ottobre 2011

Pubblicazione

15 Ottobre 2011

Brett Anderson

Black Rainbows

B A Songs

Proprio quando la band originale, quegli Suede che hanno consegnato alla storia la sua figura, stanno per tornare in studio per un nuovo disco (comunque senza Bernard Butler), Brett Anderson se ne esce con la sua quarta prova solista. Ce n'era bisogno? Dopo i fallimenti delle prime prove (Brett Anderson del 2007, Wilderness del 2008, e la parziale riuscita di Slow Attack del 2009), oltre alla non riuscitissima prova di Here Come The Tears del 2005 (allora non in solitaria, ma con lo stesso Butler) forse la risposta potrebbe essere un bel no. Eppure...

Eppure qualcosa deve aver spinto Brett Anderson a continuare a spingere e investire sulla propria carriera. E questo Black Rainbows non è nemmeno così terribile come le premesse potevano far credere: sarà l'indolenza romantica di Unsung, saranno gli echi tanto 90s di Crash About to Happen, sarà che per la prima volta tornano in evidenza le chitarre, ma l'ascolto non è così fastidioso come ci era capitato di sentire in altre occasioni soliste. Fatto sta che nonostante non ci si aspettasse niente di nuovo dall'opera quarta di Anderson, e nonostante la vera attesa sarà tutta per la band ritornata in carreggiata, questo Black Rainbows raggiunge la decenza. Non raccoglierà i consensi nemmeno dei nostalgici, però almeno c'è ostinazione

(5.5/10)

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