Recensione
Pure Three In One Gentleman Suit
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indie Voti redazione e staff

Three In One Gentleman Suit

Pure

Fooltribe

Pure, quarto album dei TIOGS, segna il rientro in pista per la formazione emiliana dopo uno iato triennale in cui il terzetto non si è affatto risparmiato, arrivando a calcare palchi anche nella lontana Cina.

Questo ritorno spariglia, però, le già buone carte messe in tavola dal precedente We Build Today, col senno di poi profetico come da titolo. Per dinamiche discografiche – il disco è in download gratuito presso il loro sito, seguendo una tendenza ormai consolidata – e per evoluzioni musicali. Abbandonati i lidi (grossomodo) post-rock trafficati in precedenza, i 3 eleganti uomini salpano in direzione ignota, mostrandosi più aperti che in precedenza ad accogliere prassi e input alieni.

La produzione della premiata ditta Favero (Il Teatro Degli Orrori, One Dimensional Man) e Ferliga (Aucan) in questo senso ha molto aiutato, innervando di venature electro il versante ritmico (Green Riot, wave-caleidoscopio malinconicamente melodico e ritmicamente pompato alla Aucan) e per certe atmosfere meno opprimenti, ma è l’evoluzione interna al progetto a fornire lo scarto col percorso precedente. Dismessi i panni del progetto post-/slow, prima (Battlefields In An Autumn Scenario), e math, poi (Some New Strategies), accolti in seno alla strumentazione l’elettronica di synth, tastiere e campionatori, posta una maggiore attenzione all’amalgama di tensione e melodia, furia e elaborazione, i TIOGS colpiscono appieno il bersaglio. Che è quello decostruttivista e riaggregativo di band nazionali di cui abbiamo apprezzato le capacità negli ultimi anni (dai citati Aucan ai Lush Rimbaud, per capirsi), sempre più in grado di confrontarsi con forme nuove e personali di rielaborazione concettuale in ambito di genere (vedi alla immancabile voce Battles).

Detta così, sembrerebbe di rifarsi ad un album dalle coloriture omogenee e dalle atmosfere quasi cristallizzate, mentre in realtà addentrarsi nell’ascolto di Pure lascerà scoprire tante piccole sfumature post-math emo-zionale (Confusion Is Pleasure), art-rock washingtoniano (Upcoming Poets), wave divagante (Born Nihilistic). E molto altro ancora.

(7.0/10)

Pubblicazione: 21 Ottobre 2011

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2011)

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