Recensione
Io ricordo con rabbia Ultimo Attuale Corpo Sonoro
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post-rock Voti redazione e staff

Ultimo Attuale Corpo Sonoro

Io ricordo con rabbia

Manzanilla

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Gestire testi rabbiosi, declamati e catartici su un'estetica che inevitabilmente richiama l'asse Massimo Volume / Offlaga Disco Pax non è impresa facile: il rischio è di sfociare nella retorica più oltranzista e banale, come di foraggiare, musicalmente parlando, un senso di déjà vu che non può portare a nulla di buono. Per questo la scrittura diventa, ancor più nel caso degli Ultimo Attuale Corpo Sonoro, momento fondante: un soppesare i toni, un dosare l'intensità, un reggersi in bilico tra musica e parole che renda il tutto credibile e, soprattutto, condivisibile. Oltre la facile invettiva politica e alla ricerca di storie rubate alla memoria collettiva.

L'esempio da seguire è quello della Empirismo eretico dedicata a Pier Paolo Pasolini nel disco d'esordio Memorie e violenze di Sant'Isabella, brano di cui Io ricordo con rabbia sembra idealmente lo sviluppo. Chiudere il cerchio – o per meglio dire ampliarlo progressivamente - con un pugno di brani al solito schierati e toccanti in cui all'imperialismo e al terrorismo di stato (la Flight Data Recorder dedicata alla tragedia di Ustica, una Undici settembre millenovecentosettantatrè ispirata dalla parabola di Salvador Allende e del musicista Victor Jara) si mescolano vittime predestinate (una Fortapàsc che ripercorre l'omicidio del giornalista Giancarlo Siani), ma anche riferimenti palesi a personaggi politici di primo piano (Tessera P2# 1816).

Violenza (emotiva) e verità urlate, vicende tragiche e “oscure” da riportare a galla. Per farlo il gruppo sceglie la strada più immediata e intrigante: accelerare il post-rock etereo e stratificato che regolava il disco precedente in una copula urticante ai confini col noise in stile Godspeed You! Black Emperor. Con certi crescendo fulminanti di chitarra elettrica, basso, tastiere e batteria che si dimostrano una spalla perfetta per i testi poetici di Gianmarco Mercati, questi ultimi quasi sommersi dal flusso empatico che si sviluppa con il trascorrere dei minuti.

Le retorica, dicevamo: per ora gli Ultimo Attuale Corpo Sonoro dimostrano di saperla arginare con un disco riuscito e all'altezza del già ottimo esordio. Quanto ancora un approccio di questo genere possa funzionare senza suonare autoreferenziale - il pattern stilistico in fondo non cambia di molto, è la potenza evocativa dei brani a far la differenza - non è dato saperlo.

(7.2/10)

Pubblicazione: 12 Novembre 2011

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Fabrizio Zampighi
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