Recensione
Il sangue Vincenzo Fasano
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cantautorato Voti redazione e staff

Vincenzo Fasano

Il sangue

Eclectic Circus

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L'immaginario di Vincenzo Fasano è in qualche maniera analogo a quello de Le luci della centrale elettrica. Non tanto per lo stile musicale o i contenuti, quanto per quel saper convogliare frustrazioni umorali in un cantautorato espettorato, ruvido, urlato. Una spinta emotiva fortissima che tutto trascina, lasciando in secondo piano gli accorgimenti stilistici (un missaggio fangoso, certe elettricità sorprendenti, echoes profondi), la strumentazione a corredo dell'onnipresente chitarra (fisarmonica, basso, qualche pianoforte, batteria), forse anche gli stessi brani. In una paradossale rincorsa a un “sopra le righe” voluto ma anche credibile e senza forzature.

Materiale che a differenza di quanto accade con lo stream of consciousness brondiano, si affida a strutture canoniche e tutto sommato riconoscibili: la wave confusa col cantautorato di Non ritiro quel che ho detto, il tango caposseliano sbrindellato dell'accoppiata Paiettes / Se fossi in me, il Vasco Rossi prima maniera di Mal d'africa. Filtrate da una voce a metà strada tra Giancarlo Onorato e Bugo capace di far dimenticare i punti deboli di una scrittura intuitiva, a volte brillante (La sindrome di Stoccolma, Il Sangue), ma ancora da definire pienamente. Al disco, registrato al NHQ di Ferrara e prodotto da Manuele Fusaroli (già al lavoro con Le luci della centrale elettrica, Zen Circus, Tre allegri ragazzi morti), hanno partecipato Riccardo Sinigallia, Gionata Mirai (Teatro degli Orrori) e Dino Fumaretto. Unite i puntini e capirete per quale motivo – in questo caso con pieno merito - sentiremo ancora parlare di Vincenzo Fasano.

(6.7/10)

Scheda: Vincenzo Fasano

Pubblicazione: 11 Ottobre 2011

File under: cantautorato

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