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Orsa maggiore Pane
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folk prog Voti redazione e staff

Pane

Orsa maggiore

Dischi dell Orsa

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A tre anni dallo splendido esordio Tutta la dolcezza ai vermi (senza contare l'omonimo autoprodotto del 2003), tornano i Pane col loro folk impregnato di radici jazz, colta, etnica e palpabili impronte progressive. Un folk-rock prima del rock, acustico (chitarra, batteria, flauto traverso, pianoforte) ma scosso da un'energia che presagisce elettricità, il lirismo che si nutre di inquietudini antiche come base e sfondo di una crisi contemporanea, carburante di un carosello di dramma, abbandono, estasi e dolore.

Ogni traccia un atto di questa tragicommedia umana troppo umana appesa al filo della voce vibrante e stentorea di Claudio Orlandi, leader del combo, interprete dalla vasta e furibonda sensibilità che diresti discendere in qualche modo dalle evoluzioni terrigne e febbricitanti d'un Demetrio Stratos e di Tim Buckley. Testi originali (di Orlandi) e liberi adattamenti da Victor Cavallo, Gesualdo Bufalino e Majakovskij compongono una trama di suggestioni gravi ed ebbrezza vivida, di inquietudine stordente (l'opener L'umore, una La pazzia che reca traccia dei deragliamenti scentrati Syd Barrett), di trasporto onirico (Alla Luna, quella Tutto l'amore del mondo dall'ubriacante finale) e fregole dionisiache (la title track), sfoderando l'acme emotivo quando la narrazione si aggira dirompente affrescando sanguigni scenari storici (Cavallo, Samaria).

Disco complesso ma dall'impetuosa, penetrante immediatezza, che ti spinge - bontà sua - a sintonizzare la ricezione su frequenze desuete, a riposizionare il tuo ruolo stesso di ascoltatore. Disco straordinario che ribadisce la statura dei Pane, realtà tra le più peculiari d'un Paese che, quando ci si mette, sa sfornare situazioni di livello assoluto.

(7.7/10)

Scheda: Pane

Pubblicazione: 10 Ottobre 2011

File under: folk prog

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2011)

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