Probabilmente non godranno mai di alcuna visibilità nel Regno Unito, eppure è proprio lì che la musica dei belgi Balthazar è andata a parare per tutto questo loro disco di esordio per PIAS. Un brano come Wire potrebbe stare in uno qualsiasi dei dischi degli Artic Monkeys e il cantato di I'll Stay Here ha tutto l'afflato street delle migliori cose che la musica inglese ha saputo produrre, compreso l'anthem con il coro sull sfondo: subito si pensa a guerriglia tra bobbies e ragazzotti pieni di teenage angst.
Quella del quintetto belga è una musica capace dei sapori agrodolci di Morning (con i suoi splendidi violini che si perdono nel cielo grigio), quanto di inglobare la blackness filtrata UK di Gorillaz e The Street (The Boatman). La loro è una consistenza costruita su un incessante tour (si sono formati sette anni fa) e non sull'inseguimento a tutti i costi della produzione discografica. Coesione che si sente nel ritmo spezzato di Hunger At The Door (con un video che sembra citare quello di Awoo degli Hidden Cameras) e nel fatto che le loro composizioni, seppur in toto pop, richiedono un'attenzione maggiore del solito prodotto usa e getta per essere apprezzate. Potenziali oggetti di culto.
(6.8/10)
Scheda: Balthazar
Pubblicazione: 06 Ottobre 2011
File under: rock-pop
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