Recensione spot
The Less You Know, The Better DJ Shadow
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shadow-hop Voti redazione e staff

DJ Shadow

The Less You Know, The Better

Island

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Son due anni (precisamente dal giorno dopo il Thanksgiving del 2009) che Josh lavora al suo nuovo disco. Dopo due EP (I'm Excited EP e I Gotta Rock) e molte preview anche dal vivo, il quarto album del famoso DJ californiano si conferma come una prova matura, fatta di isolazionismo, di presa distanza dall'overload informativo che con le e-mail e gli sms distrae dalla concentrazione, una riflessione (a detta sua) su quello che è in realtà la vita vera senza troppe e ingombranti app.

Il viaggio parte con una base old school come solo lui sa fare (breaks da panico in Back To Front), si insinua subito in un crossover heavy-stoner (Border Crossing), nel rap che ricorda le esperienze con la crew Solesides (il featuring di Posdnuos dei De La Soul e di Talib Kweli in Stay The Course), il rock da stadio e perché no modaiolo (il featuring di Tom Vek in Warning Call, una cosa che starebbe bene nel disco degli Interpol o come sigla di una serie per teen vogliosi di pogo).

Non solo breaks. I fan della sua produzione non resteranno comunque a bocca asciutta. In un album dell'uomo ombra non può mancare infatti la parte in downtempo. E allora ecco I've Been Trying con i campionamenti delle chitarre dei Pink Floyd, la ballatona supertriste in sintonia con il blues-jazz anni cinquanta (Sad And Lonely da brivido post-gospel), Tedium con le sue aperture pianistiche e meditative, Enemy Lines che trasfigura i metallari inglesi Nazareth in un doom hop alieno.

Dopo un breve intermezzo, ecco Redeemed che inizia la visione folk, una cosa già sentita poco prima, ma che nella seconda metà del lavoro esplode con tutta la sua potenza Americana con la a maiuscola. Sì, perché da qui in poi c'è il sogno di Woodstock traslato now, il funky uptempo di Run For Your Life, la poesia che ricorda il compianto Gil Scott-Heron di Give Me Back The Nights (bomba a metà tra spoken word, visioni cupe post-dubstep e 8 bit), la progressività della già nota I Gotta Rock, l'esaltante collaborazione con Yukimi Nagano dei Little Dragon in Scale It Back (un blues-pop da pelle d'oca).

Più che un disco hip-hop un ibrido che deve tantissimo alla cultura rock'n'roll e blues d'oltreoceano: non è un caso che sia finito su Verve in America (da noi su Island). La consacrazione di un artista che può permettersi di saltare i generi senza perdere la coesione o lo stile. Non è sicuramente paragonabile a Endtroducing... (disco monstre e capolavoro ineguagliabile), ma rialza il tiro dopo la non stupenda prova di The Outsider. Dj Shadow is again in da house.

(7.3/10)

Scheda: DJ Shadow

Pubblicazione: 01 Ottobre 2011

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2011)

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