Recensione
I had a heart that loved you so much Emily plays
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pop, folk Voti redazione e staff

Emily plays

I had a heart that loved you so much

Dischi Soviet Studio

Avevo un cuore che ti amava tanto è il titolo di una canzone di Mino Reitano del 1968, una di quelle canzoni d'amor perduto arrangiate con archi che in Italia sembrano essere relegati a qualche DaDaDa da crepuscolo estivo. Gli Emily Plays, formazione pavese al primo full lenght, adattano il titolo di questo brano in un inglese che conviene a legare i loro dieci brani tutti volti a un autunno esistenziale, di cuori caduti e imminenti inverni.

All'interno di strati sonori tutti diversi, capaci di attingere con forza indiscutibile dalla tradizione folk americana più scura senza rinunciare a un gusto pop tutto inglese, colpisce una capacità inusuale e spiccata nella costruzione di melodie impeccabili per lievità e imprevedibilità. Un LP d'altri tempi, ricco di Lennonismi come in Italia è difficile trovarne: When you say it's broken è tutta figlia dell'ultimo Sean Lennon e sembrano non essere da meno On and on e la bellissima ninna nanna Lost property, in chiusura. Per il resto l'album è tutto ricco di possibili singoli invernali: December e These words won't count su tutti.

Un album che non strafà in quanto a produzione ma ha la rara capacità di colpire l'ascoltatore sempre un po' di più attraverso un'immediatezza che non scende mai nello scontato. Prodotto da Gian Maria Aprile (Ultraviolent Makes Me Sick) e masterizzato allo studio Sea Mastering di Phoenix come prima di lui lavori di Elliott Smith, Pavement, Cat Power e Yo la tengo, I had a heart that loved you so much è un esordio di grande valore, un gioiellino che speriamo non resti troppo nascosto.

(7.2/10)

Scheda: Emily plays

Pubblicazione: 15 Ottobre 2011

File under: pop, folk

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Giulia Cavaliere
Giulia Cavaliere (Album 2011)

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