Recensione
New Brigade Iceage
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Post-Punk Voti redazione e staff

Iceage

New Brigade

Dais

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Il sottomondo (post)punk è una fornace una continua attività, una di quelle da cui ad ogni momento può schizzare fuori un tizzone ardente in grado di ustionare all’istante. E sempre più spesso si verificano queste repentine eruzioni, detonazioni discografiche tirate in poche migliaia di esemplari (quando va bene) che scaldano le mani del pubblico per quelle settimane in cui su tutti i blog e i forum “del giro” non si parla d’altro. È stato il caso di Badlands di Dirty Beaches ed è successo anche con New Brigade.

Il disco di debutto degli Iceage, di stanza a Copenhagen, ha infatti dimostrato di avere tutte le carte per far andare in tilt la blogosfera: pezzi brevi e incendiari, rabbiosi senza disdegnare la melodia, sufficientemente articolati per coinvolgere e abbastanza dritti per non tediare. Come dei novelli Fucked Up, ma più magnetici ed europei (leggi: freddi) dove la voce afona si impasta nel tessuto di chitarre al tetano e ritmiche sconnesse. White Rune, Remember, Collapse e You’re Blessed sono esempi di un mischione di garage-punk, hardcore, postpunk e dark-wave in salsa vichinga che non poteva mancare l’obiettivo. Metteteci una copertina di sicuro appeal e il gioco è fatto.

New Brigade è già stato stampato e ristampato più volte nel giro di pochi mesi da diverse etichette, sia in America (Dais, What's Your Rupture?) sia nel Vecchio Continente (Escho, Tambourhinoceros), e se ancora non l’avete fatto vostro sarà il caso che ripariate al più presto.

(7.2/10)

Scheda: Iceage

Pubblicazione: 03 Ottobre 2011

File under: Post-Punk

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Andrea Napoli
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