Recensione
Veronica Falls Veronica Falls
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Noise pop Voti redazione e staff

Veronica Falls

Veronica Falls

Bella Union

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Non dite che non ve lo avevamo detto. Dei Veronica Falls parlammo già in occasione del servizio sul lo-fi inglese dello scorso anno. In quella sede si sottolineò come il combo capitanato dalla ex Royal We, Roxanne Clifford, possedesse tutte le caratteristiche per saltare velocemente fuori dal microuniverso DIY. Significativo che il primo contatto con la Captured Tracks, fosse avvenuto appena dieci minuti dopo la pubblicazione del loro MySpace. Il problema, oggi è capire se il periodo di "decantazione" passato dal fortunato singolo I Found Love in a Graveyard, abbia consentito al gruppo di maturare o gli abbia soltanto fatto perdere il treno dell'hype.

La buona notizia è che l'album si smarca dal vicolo cieco del lo-fi per votarsi ad un twee pop nervoso a base di soffici carezze folk e furibonde sfuriate elettriche. La voce della Clifford, così simile a quella di tante chanteuse dell'indie pop degli 80s, passa agevolmente dagli arcaici madrigali di Misery a temi decisamente più caldi e moderni; parimenti il susseguirsi di atmosfere ossianiche e melodie celtiche si lega indissolubilmente a doo wop e bubblegum dall'elegante tagli 50s.

Ad abbassare il tasso glicemico ci pensa una chitarra Rickenbacker i cui ricami si trasformano spesso e volentieri in ruvide cavalcate velvetiane, con quel modo ostinato di percuotere le corde che fa tanto Flying Nun.

E' in quel jingle jangle incespicante e febbrile di Beachy Head o nella corsa a perdifiato di Come On Over che si misura la gioia dell'ascolto di quest'album, frutto sofferto di una band la cui personalità è ancora tutta da approfondire.

(6.9/10)

Scheda: Veronica Falls

Pubblicazione: 02 Ottobre 2011

File under: Noise pop

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Diego Ballani (Album 2011)

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