Quella degli Hercules And Love Affair è stata una lezione d'approccio: un revisionismo frizzante curato dall'esuberanza dell'atteggiamento, reso intellettualmente robusto da un citazionismo sottile e raffinato. L'efficacia della materia classica esalta la trasversalità del piglio moderno e il gioco è fatto, pronto per tramandarsi ai posteri. Posteri che non ci hanno pensato due volte e hanno subito iniziato a spendersi gli insegnamenti sui vari terreni: chi in maniera più fedele e meccanica (gli Azari & III, che si dichiarano emancipati convinti ma che trasudano aderenza a quello stile da ogni poro) e chi con maggiore lucidità e intraprendenza (i Jessica 6, che vi avevamo già presentato come i più riusciti eredi di quel sound).
Aérea Negrot aveva già mostrato la propria personalità in Blue Songs, e nell'album di debutto conferma le sue doti eccentriche e imprevedibili. Arabxilla sfodera tutti i volti dell'artista venezuelana, dall'art-(synth)pop complesso e mascolino à la Grace Jones (Arabxilla, Come Back), allo spessore del taglio soul arrangiato deep eppure strattonato electro (It's Lover Love o Please Move To..., indie-techno-tronica soulful dagli accenni spacey, con un occhio a Antony e l'altro a Barbara Morgenstern). Un eclettismo che è tutto dire, per un album che poteva semplicemente masticare la facile techno uber-chic di Breathe Deeply o la disco spagnoleggiante rivista '70 di A Volar.
Si passa da Nico alla citata Jones, passando per l'avant-eleganza di Laurie Anderson, che probabilmente è la musa di riferimento di tutta l'operazione (Hair e i suoi tocchi dubstep, Listen To The People e il crossover tra Deutsche Welle e mutant disco). E non è tutto: in Todeloo cita i PIL per antitesi ("this is a love song"), in Deutsche Werden riprende i vecchi trucchi dell'avanspettacolo, del cabaret e del pianobar mitteleuropeo, con Berlin tira fuori una parodia tragicomica a metà tra Mike Patton e Blixa Bargeld. Tutte sfaccettature intelligenti di un album in cui ci si perde, lungo un asse New York-Berlino che non lascia niente per strada, inseguendo la parabola soul che è il fronte privilegiato per l'ispirazione musicale di quest'anno. Stravaganza arty-freak ad ampio respiro, sfuggente e inafferrabile. Alla faccia di chi vira mainstream.
(7.2/10)
Scheda: Aérea Negrot
Pubblicazione: 25 Settembre 2011
File under: Art-deep, Cabaret
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