Un frullato di strumenti acustici e device elettronici vanno a comporre un album abbastanza denso quanto sfuggente, impercettibile e caotico come Transience ultima fatica dei Junkfood (già vincitori del Faenza Music Award conferitogli dal MEI). Si dirà c’è tanto jazz; è vero, ma nascosto in modo tale che quasi non ce ne si accorge neanche e definirlo un disco jazz, in definitiva, risulterebbe un errore madornale. Già, perché i quattro musicisti bolognesi hanno in mente un’idea, un concetto, più che un genere. L’obiettivo è quello di creare un ponte contemporaneo tra melodia/standard e caos postmoderno, tra staticità e liquidità, tra sicurezza e precarietà. Un ponte appunto: costruito in modo insidioso, ostile e ricco di tornanti. L’avantjazz di stampo newyorkese e le suggestioni della scena scandinava, l’elettronica ed il post-rock, il mathcore e il free jazz, sono i ferri del mestiere usati per costruirlo.
Non c’è nulla di scontato in questo disco in continua evoluzione, talmente schizofrenico, improvviso ed eterogeneo da creare quasi fastidio. Interamente permeato attorno a una perenne contrapposizione tra improvvisazione e scrittura, libertà individuale e gioco di squadra, il quartetto ci restituisce dieci istantanee apparentemente scollegate tra loro, ma che in realtà seguono lo stesso percorso fatto ora di silenzi e meditazioni ambient, ora di isteriche aggressioni al vetriolo. Rehabilitation Program in tal senso rappresenta l’ideale punto di congiunzione che mira dritto a quel sentimento di angoscia e instabilità di cui il disco è portatore sano, sapientemente curato con un onnivorismo musicale e strumentale che parla all’oggi guardando al futuro. Tutto è leggero e pesante, il tempo è intangibile e il percorso irrilevante. C’è qualcosa che sta accadendo, ora, è qualcosa di improvviso e inatteso che si svolge su un percorso sconosciuto e voi siete lì, stravolti e disarmati, nel centro esatto di questa irresistibile amorevole transitorietà.
(6.8/10)
Scheda: Junkfood
Pubblicazione: 22 Settembre 2011
File under: avantjazz
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