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5 EPs Disco Inferno
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Disco Inferno

5 EPs

One Little Indian

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A dispetto del cicaleccio attorno al grunge che il ventesimo anniversario della pubblicazione di Nevermind dei Nirvana sta provocando, l'inizio degli anni Novanta è stato davvero interessante per altre strade che un pugno di band ha cominciato ad esplorare. Sono gli anni di attività di una band tutta da rivalutare come i Seefeel, di cui abbiamo anche parlato in un lungo articolo su queste colonne.

Non da meno sono stati i Disco Inferno, un manipolo di inglesi capace di scegliere probabilmente il peggior nome per una band e di produrre tre dischi nel periodo '91 - '96 che hanno influenzato non poco la musica del decennio successivo e oltre. Perché vorreste dire che Panda Bear e Avey Tare (ovvero, le due anime degli Animal Collective) non hanno preso qualcosa dai Disco Inferno? O che almeno una volta nella vita gli MGMT non abbiano messo su DI Go Pop o In Debt? Inverosimile e c'è da scommettere che se facessimo l'elenco di tutti quelli che hanno amato la produzione di Ian Crause, Paul Willmott, Rob Whatley e Daniel Gish, e che oggi esultano per questa ristampa, probabilmente dovremmo riempire questa recensione solo con i loro nomi.

Ma cosa avevano di tanto speciale i cinque EP che la band inglese ha pubblicato tra '92 e '95 da renderli una pietra miliare negli ultimi vent'anni? Sicuramente c'è l'aspetto avanguardistico, con il loro set di strumenti organizzato in modo che ad ogni colpo di tamburo o pennata di chitarra fosseto aggiunti dei sample, in un delicato equilibrio tra noise e melodia. Ma non si trattava certo di una novità, visto che molte band di quel periodo che vengono solitamente raccolte sotto l'etichetta di post-rock avevamo già accolto la presenza dell'elettronica mutuandola del mondo hip hop. La magia della musica dei DI sta nella miscela unica di influenze classicamente rock e wave (nascono come band emulatrice dei Joy Division), di circolarità post, di aperture verso la new age senza mai risultare pacchiani, nell'utilizzo di registrazioni ambientali di suoni e rumori che entravano quasi casualmente nel flusso sonoro a volte travolgendo la melodia, a volte rimanendo sull sfondo.

Ascoltate DI Go Pop, dove di pop non c'è quasi niente, oppure A Night On The Tiles con quei continui rimandi tra field recording e sdliniquimenti francesi e gitani: è necessario, come quasi sempre nella loro musica, fare uno sforzo, come se la proposta sonora di Crause e soci sia una grande stella la cui forza di gravità attira l'attenzione dell'ascoltatore. Ci sono momenti gloriosi, come It's A Kid's World, con il campionamento delle pelli di Lust For Life di Iggy Pop si fondono con sirene d'allarme e altri suoni che fanno presagire addirittura l'estetica a 8 bit di quindici anni più tardi. O ancora c'è il folk apocalittico di Scattered Showers che in sette minuti e poco più esaurisce la carriera di un Douglas Pearce, ma in uno strano eco da fantascienza e mondi lontanissimi. E potremmo continuare così per tutti e quindici i pezzi contenuti in questa raccolta.

Infilare 5 EPs nel lettore è un caleidoscopio tale di spunti, sfumature, possibili futuri che ogni volta sembra di sentire qualcosa di diverso. Non procurarselo, non dedicargli il necessario tempo significa perdersi un pezzo determinante della storia della musica degli ultimi vent'anni. Salvo eventi apocalittici, la ristampa dell'anno.

(9.0/10)

Scheda: Disco Inferno

Pubblicazione: 28 Settembre 2011

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