Per chi non li conoscesse, loro sono BarBie e Xperimentalist, fanno la spola tra Londra e Berlino ed hanno già pubblicato diversi EP e un album, omonimo, nel 2009. Ma l'aspetto più interessante è la mission che si prefiggono: si dichiarano propugnatori del "live dubstep", un modo per tirare fuori il genere dai club a porte chiuse e portarlo nelle arene. Come? Accentuandone le componenti strumentali - batterie ma anche bassi e chitarre - e aggiungendo elementi orchestrali come trombe e fiati di vario tipo.
Il sophomore Hyper Nomads si presenta più sfacciato e caciarone del precedente album. La dimensione live punta al divertimento e risolve il lato "pulp" dello stepping, nel senso più tarantiniano del termine: quelle trombe in Baby Jesus, Taylor Rain o Investment Decision, pieno stile kungfu b-movie (col Green Hornet di Al Hirt dietro le quinte), sono pura irriverenza scenografica, la tuta dai colori sgargianti che moltiplica il contrasto con le distorsioni sullo sfondo. Solo che l'amalgama è impresa ardua e riesce bene solo se bassi e fanfare rimangono sotto certe soglie trash, come ben avviene nella vena melodica di Sweet Tooth o nel funky-lounge di Naked Lunch. Vedere invece i due volti in staffetta più che intrecciati (vedi Rusty Trombone) alimenta sospetti circa la loro incompatibilità (meglio allora il bass-hop ortodosso di Baby Don't Leave Me o, all'opposto, la vivacità pop di I-Doser).
Non aspettatevi una rivoluzione della teoria bass, però. Le spinte più moderniste nell'arco dubstep sono sempre le stesse (ne discutevamo anche con Simon Reynolds): il disturbo wobble (Do U Lov Me, in dicotomia con la intro di mandolino), gli straripamenti filthstep (qui solo accennati in Minneapolis, ma che facciano parte delle loro corde lo dimostra la Shamen realizzata con Borgore quest'anno) e - che ve lo dico a fare - lo sfocio mainstream (tipo le fasi rappate di Raising The Bar, diamo a Ms. Dynamite ciò che le appartiene). 19 tracce e tanta, troppa carne sul fuoco, ma il concept del disco è proprio il meticciamento compulsivo, anche a costo di creare dei mostri. Mad scientists in action.
(6.6/10)
Scheda: Jazzsteppa
Pubblicazione: 23 Settembre 2011
File under: Pulp-step
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