Qualcuno deve avergli detto di andarci piano, una volta approdati all'album. E così facendo gli ha tolto il loro carattere distintivo: quell'aggressività malaticcia un po' Crystal Castles un po' 8-bit punk, fatta di tastiere funeste e giri da panico riversati su un nu-rave impietoso, schizzato e debordante. Insomma ci erano andati giù duri con l'Inner City Angst EP e singoli come Me Versus You e Young Tender Hearts Beat Fast, ma in fondo era una formula ardita ed efficace, che andava ben oltre il post-Daft di Digitalism e Justice.
Il full-lenght di debutto suona comunque hard, con una Leap Of Desire I messa in partenza che intende seguire la stessa pista industrial-metal dell'ultimo Mondkopf. Una ribellione più composta rispetto all'esordio su Kitsuné, impiantata su una electro-house repentina che sfora fidget e sgomita accanto al primo Boys Noize (Legacy e Pull Out The Nails seguono la scia del suo Oi Oi Oi, ossia quella che vuol mandare su di giri l'esperienza Human After All). Suono robusto e quadrato. Sicuramente più convincente del manierismo electroclash di Sunday Best e Nowhere To Run To e dell'ambizione pop di Mud, ma in ogni caso ripulito dagli sfoghi spastici del 2008. L'impianto politically-correct gli dona meno. Peccato.
(6.4/10)
Scheda: You Love Her Coz She's Dead
Pubblicazione: 25 Settembre 2011
File under: Fidget House
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