Recensione
Gabriele Coen Jewish Experience - Awakening Gabriele Coen
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jazz / klezmer Voti redazione e staff

Gabriele Coen

Gabriele Coen Jewish Experience - Awakening

Tzadik

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Il romano Gabriele Coen, un’esperienza più che decennale nell’ambito della reinterpretazione in chiave jazzistica delle musiche tradizionali ebraiche (compositore, sassofonista e didatta, ma anche saggista; suo il libro italiano più completo sull’argomento, Musica errante), arriva con il quarto album in quintetto con i Jewish Experience a pubblicare, primo gruppo italiano, sulla Tzadik di John Zorn. Del resto, se dici jazz e dici klezmer, dici Masada.

In Awakening non c’è un dettaglio fuoriposto, si tratta di un lavoro strutturalmente e timbricamente impeccabile, asciutto e in tal senso poco jazzistico (se con jazzistico intendiamo sbrodolone e divagatorio), lontano anche dal radicalismo esasperato – e spesso forzato – di molte produzioni tzadikiane. C’è il finale impro/free dell’incipitaria title track; ma ci sono soprattutto, tra originali e traditional, il tocco latin di No Hay Boda Sin Pandero, il bel gusto ghetto-popolaresco di Di Sapozhkelekh, il lirismo – molto vicino alle atmosfere romantic di un Invitation To A Suicide – di Merry-Go-Round, Levanah e del notturno Nostalgia, il camerismo stilizzato di Once, la marimba sottile di Vibes, i tocchi Ribot-iani di una Koilen che scopre sorprendenti affinità (paternità?) con la nostra Bella Ciao.

Disco piacevolissimo, di morbido labor limae, sicuramente molto più riuscito di tante recenti uscite zorniane.

(7.1/10)

Scheda: Gabriele Coen

Pubblicazione: 01 Settembre 2010

File under: jazz / klezmer

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2010)

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