Anticipata da ristampe augmented extralusso, la reunion degli Atheist era stata una di quelle notizie bomba che riescono a scuotere sul serio il fandom metal. Ma la loro partecipazione al Wacken 2006 e altre performance dal vivo avevano deluso senza appello, mostrando dei musicisti stanchi e appesantiti, capaci quasi di rovinare anche i numeri migliori di un repertorio eroico. La notizia di un disco in studio composto da materiale inedito aveva quindi fatto tremare di paura fan e non-fan.
Jupiter ovviamente non aggiunge nulla - come potrebbe - ai tre album storici della band (che con pezzi come Unholy War, Mother Man e Green, spalmati tra ‘89 e ’93, aveva marchiato a fuoco il death metal più tecnico e avventuroso, posizionandosi, pur con le tante diversità, accanto ai Cynic), ma neppure ne deturpa la memoria, virando intelligentemente verso una forma e una foga quasi punk rispetto ai loro standard.
I pezzi allora sono grintosi, tesi e taglienti come sempre, ma senza fronzoli, senza quelle fughe centripete e quelle divagazioni praticamente fusion che avevano determinato la fama degli Atheist (fino al latin jazz di un pezzo "eretico" come Samba Briza), ma che pure, a conti fatti, ne avevano decretato la fine. Inaspettatamente equilibrato.
(6.9/10)
Scheda: Atheist
Pubblicazione: 01 Dicembre 2010
File under: deathmetal prog
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