Recensione
Thursday The Weeknd
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r'n'b nu-soul Voti redazione e staff

The Weeknd

Thursday

Self Released

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Il 2011 è finora soprattutto l'anno della riscoperta del soul in salsa dubstep e dintorni (James Blake) e indie-folk (Bon Iver). Tanti hanno fiutato lo spirito del tempo e sono andati sulla scia, soprattutto sul versante electro della faccenda (tra alti, SBTRKT, ma a suo modo anche Clams Casino, e bassi, Jamie Woon, CHLLNGR), e tra questi anche Abel Tesfaye aka TheWeeknd, classe '90, canadese di Toronto con genitori etiopi, che ne offre adesso la declinazione r'n'b e supercantata.

A fine 2010 il debutto sul web con una manciata di pezzi sfusi, confluiti poi nel mixtape - ma in pratica è un album vero e proprio - House of Balloons (6.8/10; marzo 2011); adesso arriva questo Thursday, che alza decisamente il tiro, e già è stato annunciato un Echoes of Silence che chiuderà la trilogia in autunno (trovate tutto in free download sul sito ufficiale).

House era un esordio ancora non completamente a fuoco, che però metteva in luce il metodo del ragazzo (un r'n'b electro intriso di dub e con abbocchi dubstep (certi stacchi di rullante), voce soul quasi femminile e non troppo effettata e sfumature ethno), con dentro un paio di pezzi bomba perfetti come biglietti da visita, la sensuale e scabrosa (vedi il video) What You Need e quella Loft Music che fin dal titolo fotografa ottimamente il mondo di Abel: una musica da appartamento che guarda al club, atmosfere notturne, produzioni levigate, avvolgenti e furbe, tanti 'fuck' e 'nigger' nei testi, un prodotto fichetto insomma, ma che nella maggior parte dei casi funziona alla grande.

Thursday, sempre prodotto dal duo Doc McKinney & Illangelo, è meno pop, più atmosferico (i pezzi infatti si allungano), pigia sul pedale del pathos (l'iniziale Lonely Star) e inspessisce i riferimenti all'elettronica post-dub (le cadenze di Life of the Party, Heaven or Las Vegas) e al dubstep più minimal (Gone). Occhei, Rolling Stone sembra un pezzo di Craig David, ma la title track o un numero come The Zone sono fascinose nei loro sdilinquimenti (e si sente in trasparenza l'origine africana) senza essere stucchevoli. E questo è un ottimo ottimo risultato.

(7.2/10)

Scheda: The Weeknd

Pubblicazione: 02 Settembre 2011

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2011)

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