Recensione
Lost in the glare Barn Owl
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doom Voti redazione e staff

Barn Owl

Lost in the glare

Thrill Jockey

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Il Signore verrà alla fine dei tempi a dividere i giusti dagli empi. I giusti ascenderanno nella Sua gloria. Per gli empi sarà pianto, stridore di denti, e il suono dei Barn Owl nella terra desolata.

È una ferita lacerante Lost In The Glare, il lamento disperato dell'uomo senza una fede. Caminiti e Porras sono due anime smarrite che vagano nel deserto in cerca di un segno, in attesa di un bagliore accecante in cui lasciarsi andare. È una spiritualità che agogna uno spirito e si lascia sopraffare dalla paura (il folk desertico di Turiya) e dall'oscurità (la scurissima e opprimente The Darkest Night Since 1683 o il lamento per chitarre Light Echoes). Ma laggiù, da qualche parte, sembra spuntare sempre una flebile luce – i Popol Vuh inquieti negli apreggi vaganti di Devotion I, la trascendenza nel nulla del fingerpicking di Temple Of The Wind, o la maestosa speranza del tripudio finale al ralenti Devotion II.

Umanamente parlando c'è da augurarsi che Caminiti e Porras trovino presto il bagliore accecante in cui perdersi, musicalmente c'è da sperare che non perdano un minimo della loro sceneggiatura visionaria.

(7.3/10)

Scheda: Barn Owl

Pubblicazione: 25 Agosto 2011

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Francesco Asti
Francesco Asti (Album 2011)

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