Recensione
Senza Ritorno Impossibili
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Punk Voti redazione e staff

Impossibili

Senza Ritorno

Per chi avesse voglia di gustarsi un punk di quelli senza pretese, suonato con distorsioni a manetta e i più semplici giri armonici, il nuovo disco dei veterani del punk milanese Impossibili fa più che al caso loro. Senza ritorno è un lavoro che venti anni fa avrebbe raccolto sicuramente consensi maggiori. Oggi dire qualcosa di nuovo sul punk non è facile né gli Impossibili sembrano volerci provare, confezionando, piuttosto, un album che dal vivo potrebbe regalare una divertente serata agli aficionados ma nulla più. La furia rabbiosa di brani come Utopia, Paura di reagire, Multinazionali, hanno il sapore della nostalgia più che dell’invettiva. Nostalgia per un mondo, una generazione, che sapeva veicolare attraverso un genere il rifiuto di regole, limiti, stereotipi e quant’altro. Ma il mondo e le generazioni sono cambiate.

Ci si arrabbia con molto meno e forse non ci si arrabbia neanche più. Un punto senza ritorno, per l’appunto, ma tant’è. Molto affascinante invece il trittico dedicato alla figura della donna composto da Alice, Laura e Ilaria. Araya (voce, chitarra), Ale (basso, cori) e Davide (batteria) hanno indubbiamente personalità e esperienza da vendere. Trasuda tutto da questo disco, autoprodotto come ormai accade da diversi anni per uno dei più longevi gruppi del punk italiano. Ma il tentativo di rispolverare vecchi mood proto punk non basta allo storico gruppo meneghino per andare oltre una stentata sufficienza, meritata comunque per la costanza e la precisione mostrata anche in questo lavoro. Tutto però suona di già sentito, quando va bene, di vecchio, se va male. Poco convincente anche la cover di Voglio vederti danzare. Battiato è già di suo estremamente punk, perché provare a emularlo?

(6.0/10)

Scheda: Impossibili

Pubblicazione: 04 Settembre 2011

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Gianluca Lambiase
Gianluca Lambiase (Album 2011)

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