Recensione
Sursum Corda Cosmetic
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indie-shoegaze Voti redazione e staff

Cosmetic

Sursum Corda

Tafuzzy Records

Sogliano sul Rubiconde, terra di confine tra shoegaze, stoner e noise. Almeno per i Cosmetic, che rapiti dal fascino del rock “espanso” mescolano Queens Of The Stone Age, My Bloody Valentine, Sonic Youth, Verdena, - rispettivamente in chiave di basso, nei riff di chitarra, in groppa alle fulgide stilettate di sottofondo, nei riff potenti – a pastiche melodici di confine e testi in italiano.
Un suono granitico veicolato da voci quasi inconsistenti, queste ultime non troppo dissimili dalle “desinenze forbite” della Carmen Consoli nazionale – per lo meno nell'impostazione generale, dal momento che chi canta ha qualche pelo in più sul petto – e al tempo stesso osmotiche al pari dei rutti sonici di Kevin Shields.

Acaciarosa oltre ad introdurre egregiamente al disco, mastica le speranze residue dei fans di Will Oldham, Sulle riviste pigia sul pedale dell'acceleratore trasformando una progressione quasi domestica in punk acido alla Black Rebel Motorcycle Club, Sursum Corda evacua un giro di basso à la Beck per poi banchettare a chitarre spacey e feedback, in un gioco al rialzo che quando non deborda nella maniera – talvolta ci si chiede dove finisca un brano e ne cominci un altro -, regala più di un momento memorabile. Peccato per i testi, a nostro modo di vedere non del tutto lucidi, sostenuti tuttavia da un coraggio e una volontà – provate voi ad accostare le irregolarità della lingua di Dante al lato più selvaggio del fuzz – raramente riscontrabile in formazioni emergenti.

(6.5/10)

Scheda: Cosmetic

Pubblicazione: 01 Giugno 2007

File under: indie-shoegaze

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