Recensione
Luminaries & Synastry Motion Sickness of Time Travel
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musica cosmica Voti redazione e staff

Motion Sickness of Time Travel

Luminaries & Synastry

Digitalis

Le stelle ci guidano. Il movimento degli astri, la loro ascedenza sul vivere quotidiano, sul comportamento delle persone, sulle relazioni umane. La trascendenza per eccellenza e lo zodiaco come mappa mentale, psichica, sensoriale. Rachel Evans è una ragazza originaria di La Grange, Georgia, protagonista di un serpeggiante e rumoroso hype che dal sottobosco delle cassette l’ha catapultata nel giro di un annetto o giù di lì nel girone alla moda dei vinili in edizione limitata con confezione cd di corredo. Luminaries & Synastry è il suo secondo disco, dopo che il debutto dell’anno scorso Seeping Through the Veil of the Unconscious l’aveva fatta conoscere al mondo per il suo talento nel disegnare astratti congegni melodici al synth.

Perché di questo si tratta. Rachel eccelle nei madrigali ultraterreni a base di minimalismi synth / trance onirici e ipnotici, collocandosi evidentemente sulla scia del maestro JD Emmanuels e del suo capolavoro Wizards, dove forse per la prima volta venne allestito un patto alchemico tra cosmo e terra usando le note del synth valvolare senza andare a parare esplicitamente in territori kraut. Rachel segue le stesse coordinate che su questo secondo album, si focalizzano ancora di più sul taglio melodico, allegerendosi sensibilmente sul fronte del minutaggio e della durata media. Quello che si ottiene è un poco meno che sensazionale seguito di Wizards, visto dall’altra metà del cielo.

Luminaries & Sinastry è un disco che tradisce ad ogni nota o arcana soluzione melodica il sesso della sua autrice, forte com’è di una circolarità uterina e di una visione delle cose prettamente femminile. Che siano le ondivaghe e svogliate nenie di Synastry, le lunari mareggiate di Late Day Sun Silhouettes o ancora l’agrodolce filastrocca di Day Glow e l’occulto droning interstellare di Eight Nineteen, Motion Sickness Of Time Travel riesce a raggiungere sempre un equilibrio magico tra rigore sperimentale e sostanza comunicativa collocandosi necessariamente tra i must have di quest’anno e non solo.
 

(7.5/10)

Pubblicazione: 07 Settembre 2011

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