Recensione
Bermuda Drain Prurient
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noise-wave Voti redazione e staff

Prurient

Bermuda Drain

Hydra Head

Con Dominick Fernow aka Prurient avevamo perso i contatti da un paio d’anni a questa parte. Le antenne radar dei noise-addicted lo avevano avvistato al fianco dei Cold Cave in Cherish The Light Years o su qualche sotterraneo split vinilico in edizione limitata. Ora mr. Hospital Productions riesuma il suo progetto madre e, quasi a mettere le cose in chiaro, sciorina un disco-bomba in cui da un lato addolcisce la propria incompromissoria offerta musicale, dall’altro gioca sullo stesso terreno dei rigurgiti –wave di questi anni ’00 e li schianta tutti.

Bermuda Drain sembra infatti la summa del Fernow-pensiero degli ultimi due anni, ovvero il sadico attacco noise della casa madre applicato alle suggestioni black (il progetto black-metal Ash Pool), minimal techno (Vatican Shadow) e cold-wave targate Cold Cave, modulate in una forma-canzone quasi definita.

Tra attacchi black-metal synthetico truce e ossessivo, squarciato da voci malefiche e lampi di noise su tessuti synth-wave cadenzati (l’opener Many Jewels Surround The Crown), ebm posseduta (A Meal Can Be Made), ambient drogata e narcolettica (una Palm Tree Corpse che parte da Vangelis e si slabbra verso modalità Wolf Eyes macilente e putrefatte) e le incessanti derive texturali ora ambient-industrial (Sugar Cane Chapel), ora limitrofe alla kosmische (Myth Of Sex, ovvero dal pulviscolo harsh noise alle lande cosmiche di un romanticismo e una solitudine abbacinante in 5 minuti scarsi), l’album offre una interessante via di fuga dal noise estremo tipico della casa.

E la cattiveria, si chiederanno gli hardcore fans più esigenti? C’è eccome. Nascosta più tra le pieghe delle lyrics (take a tree branch and ram it inside you apre la citata Palm Tree Corpse) e nel senso del tutto, disturbante e annichilente nella sua algida grazia as usual, che esibita in muri di suono harsh come in passato. Un disco che segna lo spartiacque tra il Prurient che fu e quello che sarà e che si offre come la più credibile manifestazione del futuro noise a stelle&strisce, necessariamente alla ricerca di nuove modalità per uscire dalle paludi di un suono ormai cliché.

(7.2/10)

Scheda: Prurient

Pubblicazione: 29 Luglio 2011

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2011)

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