Recensione
Last Summer Eleanor Friedberger
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Alt. pop Voti redazione e staff

Eleanor Friedberger

Last Summer

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Le vie del pop alternativo sono notoriamente infinite e ultimamente anche parecchio trafficate. Bene o male. Vedi il caso di Eleanor Friedberger, metà fraterna dei Fiery Furnaces, col qui presente Last Summer al debutto come solista. All'insegna appunto d'un pop accomodante ancorché scafato, denso di rimandi a certe effervescenze errebì e soul dei Seventies, guarda caso il decennio che vide nascere la cantautrice dell'Illinois. A tratti sembra d'essere dalle parti dell'ultima Joan As Police Woman, però senza quella devozione (vedi soprattutto Glitter Gold Year), quasi fidando invece nel retrogusto della superficialità, nelle incalcolabili implicazioni del semplice - che semplice mai è - intrattenere.

C'è qualcosa di ingegnoso nella capacità di pezzi accomodanti come My Mistakes (twist giocattolo col cuore asprigno), I Won’t Fall Apart On You Tonight (le Go-Go's sbarazzine) o Heaven (sogno sintetico glam caramellato motown) di riuscire a sembrare anche qualcos'altro. Deve avere a che fare con lo stesso fenomeno che rende oltremodo gradevole quella voce in bilico tra Lorella Cuccarini e una Kate Bush senza falsetti. Una qualche forma di talento che trova compimento nelle belle Owl's Head Park (morbidezze arty Brian Eno e vaga aura etno Peter Gabriel) e quella Roosevelt Island che sembra un'appendice funky dell'ultimo Destroyer. Uno di quei non-capolavori che lasciano il segno.

(7.0/10)

Pubblicazione: 26 Luglio 2011

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