Recensione
100 Acres Of Sycamore Fionn Regan
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Folk/cantautorato Voti redazione e staff

Fionn Regan

100 Acres Of Sycamore

Heavenly

C’ha messo cinque anni, ma alla fine la stoffa autoriale e personale comincia a farsi sentire. Dopo un esordio (The End Of History) nominato - da perfetto sconosciuto al Mercury Prize - e un sophomore in direzione più elettrica (The Shadow Of An Empire), il cantautore dublinese classe 1981 comincia a staccarsi dai riferimenti del genere a cui ha dimostrato amore sconfinato. Così si lasciano i territori totalmente dylaniani e l’intimismo più drakiano per cercare di scavare una propria linea accanto all’altro ingombrante dublinese di questi anni, Conor O’Brien, meglio noto come The Villagers.

Il fingerpicking di janschiana memoria rimane un tratto saliente della composizione di Fionn Regan, ma si fonde con un arrangiamenti orchestrali che mettono insieme il folk britannico classico, con il pop orchestrale e qualche influenza esotica che fa capolino qua e là. Non mancano le ballate d’amore struggente con tanto di campanelle (Lake District), i calembeur linguistici (List Of Distractions), i riferimenti bucolici (For A Nightingale). Ma è con commistioni più personali, come il tentativo di unire le Cliffs of Moher con Tin Pan Alley di Horses Are Asleep o nella titletrack che si nota di più la stoffa della sua penna.

Come si conviene a un folksinger, Regan sa certo scrivere poetiche storie di vita in musica (Sow Mare Bitch Vixen, 1st of May), ma questo ce lo si aspetta. Quello che non ci si aspetta è che senza stravolgere una formula classica si riesca ancora a trovare poesia. Regan ci riesce.

HVN228 Fionn Regan - For A Nightingale by heavenlyrecordings

(7.0/10)

Scheda: Fionn Regan

Pubblicazione: 27 Agosto 2011

File under: Folk/cantautorato

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