Recensione spot
Tassili Tinariwen
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desert sound Voti redazione e staff

Tinariwen

Tassili

Cooperative Music

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Proprio quando si poteva temere una caduta nel clichè, questi magnifici rivoluzionari con le chitarre ci sorprendono nuovamente. Ammesso e non concesso che il loro stile - attenzione: nuovo solo per noi occidentali - tra John Lee Hooker e dei Grateful Dead più asciutti possa aver stancato (non lo ha fatto, no), spetta a Tassili esplicitare una vivida volontà di sperimentazione. E, per la solita questione di prospettive, per costoro significa anche contaminare quanto gli viene naturale con l’occidente che li ammira. Difficile pertanto trovare un atto di “ribellione” più sensato che far convivere radici e futuro. Questo il significato ultimo di registrare nel pieno del deserto invitando ospiti d’eccezione e qualità che si integrano perfettamente; e, nel frattempo, approfondire i toni meditativi attraverso chitarre più del solito acustiche e un pugno di malinconiche “ballate”.

Facendo così anche quadrato di fronte alla dipartita di Abdallah Catastrophe, prossimo all’esordio solista, nello stesso momento in cui Kyp Malone e Tunde Adebimpe dei TV On The Radio ipotizzano un Peter Gabriel che negli ’80 elegge il Sahara a teatro delle sue indagini in Tenere Taqhim Tossam, Nels Cline presta con gusto e discrezione le corde alla tesa Imidiwan Ma Tenam e la Dirty Dozen Brass Band ondeggia tra errebì atavico e free jazz nell’abbagliante Ya Messinagh.

Assi calati in apertura di un lavoro il cui cuore si rinviene però in radici che, ridotte all’essenziale, pulsano vive e più che altrove nel traslucido, struggente raccoglimento di Asuf D Alwa, Walla Illa e nel commiato Iswegh Attay/Takest Tamidaret. Segnali di un costante movimento, tipico dei classici conclamati da prendere a fulgido esempio.

(7.6/10)

Scheda: Tinariwen

Pubblicazione: 31 Agosto 2011

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2011)

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