Recensione
Rain Joe Jackson
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jazz rock Voti redazione e staff

Joe Jackson

Rain

Rykodisc

Emerso dal calderone punk-rock inglese di fine ’70 insieme a Costello e Graham Parker, in realtà Joe Jackson poco aveva a che vedere stilisticamente con la scena post-punk. Una fusione di stili la sua, dal soul al reggae al rhythm and blues al pop, tenuti insieme da una passione viscerale per il jazz, che si farà prepotentemente strada fino a culminare negli ottimi Night And Day (1982) e Body And Soul (1984), esplicativi sin dai titoli del percorso sempre più votato a una forma canzone contaminata dalla sperimentazione.

Si avvicinerà successivamente anche alla classica, in un percorso in un certo senso non dissimile da Costello, proseguendo tra colonne sonore, partecipazioni e dischi dal vivo, per poi ritornare negli ultimi anni a suonare con la sezione ritmica della storica Joe Jackson Band. Formazione che troviamo anche nel disco del comeback Rain(Jackson al piano, Graham Maby al basso e Dave Houghton alla batteria), composto da pezzi originali che il Nostro aveva già presentato dal vivo negli ultimi due anni.

L’album è il classico ritorno al suono degli Ottanta, anche nell’approccio (“volevo proprio fare un disco essenziale e perciò senza tempo”), fatto di ballad morbide, echi bacharachiani e pezzi swingati, tra brume malinconiche e languori jazzy (tema conduttore la pioggia, questa volta) con il consueto humour nei testi, song che in alcuni casi sembrano uscite dai primissimi album rock (come la saltellante King Pleasure Time). In generale un mood essenziale e atmosfere che riportano Jackson in qualche episodio ai fasti del suo periodo d’oro. Pezzi ben rodati dal vivo, e si sente, che funzionano su disco. Un bel ritorno quindi, che avremo modo di vedere nel prossimo passaggio della band in Italia a marzo.

(6.8/10)

Scheda: Joe Jackson

Pubblicazione: 03 Febbraio 2008

File under: jazz rock

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