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Revisited & Remixed (1970-99) Popol Vuh
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ambient, kraut Voti redazione e staff

Popol Vuh

Revisited & Remixed (1970-99)

SPV

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Negli ultimi mesi le operazioni di remix di gruppi storici (almeno per una certa parte di storia pop) non hanno portato a grandi risultati: il remix della colonna sonora di Tron dei Daft Punk è stata una mera operazione commerciale (smascherata sul suo blog dal buon Pedro Winter), e il triplo monstre celebrativo dei Depeche Mode ha fatto cadere le braccia in più punti, sia per la qualità delle tracce che per la selezione di degni remiscelatori dei padri. Quest'ennesima compilation che tenta di rispolverare dal passato le sonorità dei capofila del krautrock Popol Vuh, fortunatamente si discosta dall’andazzo generale e ci presenta delle riletture prodotte con gusto e rispetto degli inarrivabili originali (una selezione dei quali è presentata nel primo disco).

Tra i nomi e i personaggi culto del panorama elettronico mondiale, siano essi votati più a feeling lounge o sperimental-underground, la scelta è stata particolarmente felice: Peter Kruder (Aguirre I / II in Tosca-style con un savoir faire viennese al solito votato alla sciccosità da manuale), Mouse On Mars che rileggono la Through Pain To Heaven (dalla colonna sonora di Nosferatu del 1978) in taglio da club Novanta chemical con echi bbreaking aggiornati now, gli Stereolab in trip mistico con Hosianna Mantra, Mika Vainio dei Pan Sonic in editing ambient su Nachts Schnee (dalla colonna sonora di Cobra Verde) e dieci minuti di deep minimal con il mai stanco Moritz von Oswald in Gärten Pharaos.

Anche se la selezione è ovviamente parziale e principalmente concentrata sulle colonne sonore dei film di Herzog, quindi sulla parte più filmica e meno sperimentale della band di Florian Fricke (morto ormai dieci anni fa), il disco ci fa capire come ancora una volta la storia della musica tedesca sia arrivata ad influenzare buona parte di quello che stiamo ascoltando oggi, su fronti che con il clubbismo non sembrano avere molto a che fare (vedi - tanto per completare il quadro - il supergruppo A Critical Mass aka Âme, Henrik Schwarz, Dixon che rilegge Hearth Of Glass strizzando l’occhio alle teorie percussivo-IDM di Four Tet). Un’eredità da riscoprire.

(7.2/10)

Scheda: Popol Vuh

Pubblicazione: 12 Luglio 2011

File under: ambient, kraut

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Marco Braggion
Marco Braggion (Ristampe, Compile, Live 2011)

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