Recensione
220 Tones Nicola Ratti
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ambient electro Voti redazione e staff

Nicola Ratti

220 Tones

Die Schachtel

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Ci ricordiamo ancora tutti quando, ormai più di un lustro fa, Nicola Ratti fece la sua apparizione in solo con Prontuario Per Giovani Foglie, dopo o durante le esperienze collettive di Pin Pin Sugar e Ronin. Soffusamente, delicatamente, quasi in punta di plettro, pur lasciando emergere una sensibilità altra rispetto al mero chitarrismo più o meno intimista e di ricerca. Sempre alla ricerca cioè di una contaminazione tra linguaggi elettrici ed acustici e interessato a tessere trame elaborate su field recordings ed effettistica.

Strumenti vari e necessari per poter far esplodere il caleidoscopio della propria sensibilità artistica fatta di visioni tenui, a colori pastello, dai contorni labili e sfocati eppure sempre ben delineata nella propria evoluzione. Con Ode, in solo, o in progetti di coppia (Bellows, con Giuseppe Ielasi, o Lieu con Attila Faravelli) Ratti ha via via affinato in chiave digitale il proprio sentire musicale che ora con 220 Tones trova una sua elaborazione, anche teorica, di primo piano. Riallacciandosi all’ultima traccia di Ode e affidandosi a strumenti che si nutrano esclusivamente di tensione elettrica. Perciò sintetizzatori (analogici, ovviamente), Farfisa, giradischi, registratori a nastro sono gli strumenti coi quali Ratti elabora piccole orchestrazioni di sfrigolii e fruscii, energia elettrostatica e contatti, private o quasi dell’apporto della chitarra o di ogni riconoscibile sorgente sonora.

Il tutto finisce con l’assumere forme malinconiche e delicate, quasi fossero melodici origami di suono sublimato in volute psichedeliche (Air Resistance), in textures increspate che si fanno raga infiniti (Untitled #1), in simil-techno subacquea (Doom Set) o in minimalismo ambient d’epoca (Cathrina).

La chiosa affidata alla chitarra di Empire ci ricorda come il percorso musicale di Ratti viva di una sua coerenza interna e che, medium a parte (dalla chitarra + forma canzone degli esordi ai nastri/vinili + forme sperimentali), sia sempre più spesso la sensibilità dell’artista a fare la differenza.

(7.4/10)

Scheda: Nicola Ratti

Pubblicazione: 14 Settembre 2011

File under: ambient electro

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